Su Science un lavoro che valida l' IPCC Un’analisi del ciclo globale del carbonio per gli ultimi 70.000 anni e per Era glaciale più recente ha mostrato una notevole correlazione tra i livelli di biossido di carbonio e le brusche variazioni del clima.
I risultati, pubblicati sull’ultimo numero della versione online di “Science”, gettano un'ulteriore luce sulle fluttuazioni nei gas serra e clima nel recente passato del nostro pianeta, e sembrano confermare la validità dei modelli al computer che vengono utilizzati per prevedere gli scenari futuri.
"Abbiamo identificato uno schema ben definito e coerente delle fluttuazioni del biossido di carbonio e siamo in grado di osservarne la correlazione con la temperatura negli emisferi settentrionale e meridionale”, ha spiegato Ed Brook, professore associato di scienze della terra della Oregon State University. "Si tratta di un sistema globale interconnesso di oceano e atmosfera, e i dai come questi aiutano a comprendere meglio in che modo funziona.”
L’analisi è stata effettuata studiando i livelli di biossido di carbonio e altri gas traccia intrappolati nelle bolle in antichi carotaggi in Antartide.
Nell’ultima era glaciale, così come per la maggior parte della storia della Terra, i livelli di biossido di carbonio tendono a elevarsi quando il clima di riscalda; a loro volta i più alti livelli di biossido di carbonio incrementano il riscaldamento. Questi cicli naturali forniscono una “impronta digitale” di come il ciclo del carbonio risponda al cambiamento climatico.
Contrariamente alla condizione di livelli di biossido di carbonio relativamente bassi dell’Era glaciale, la combustione dei combustibili fossili a partire dalla Rivoluzione industriale ha portato a livelli di gas serra molto più alti: attualmente siamo a 385 parti per milione, più del doppio dei minimi registrati nell’Era glaciale.
Ulteriori studi hanno evidenziato come la temperatura terrestre sia cresciuta in alcuni periodi a un ritmo estremamente veloce, fino a 15 gradi in due decenni in alcune aree geografiche.
La questione fondamentale ora è capire quali indicazioni siano ricavabili per il futuro del cambiamento climatico ora in atto.
"Prima che le attività antropiche cominciassero a influenzare il clima, si riscontrano cicli di riscaldamento e raffreddamento regolari che cominciavano e finivano entrambi assai bruscamente”, ha commentato Brook. "Il nostro studio supporta la teoria secondo cui l’origine di tutto sia negli schemi di correnti e circolazioni oceaniche, che creano differenti schemi di climi caldi e freddi.”
LESCIENZE
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