Si ritiene che in quel periodo vi fosse un minimo dell'attività solare particolarmente basso.
Il sole è il principale moderatore climatico della terra e

lo, di tutti i pianeti del nostro sistema solare.
Un ciclo della sua attività si completa in 11 anni circa, oggi ci troviamo in un periodo con bassa attività solare, mentre tra circa 4,5 anni si passerà in una fase di forte attività solare.
Ma questo ciclo circa decennale dell'attività del sole si verifica all'interno di un ciclo solare ben più vasto dalla durata centenaria.
Nel medioevo infatti ci si trovava in quei centenni dove le fasi di forte attività solare prevalevano su quelle minime, inoltre si verificarono tra le peggiori delle tempeste solari nell'arco di alcuni secoli.
Il clima in questi tempi era ancora più caldo di quello odierno, coltivavano ad esempio la vite nel nord dell'Inghilterra, ciò vuol dire che anche gli inverni si presentavano molto più miti rispetto a oggi, anche a latitudini piuttosto elevate.
Circa 500 anni dopo, dunque verso il 1700 si misurarono minimi record dell'attività solare, in questi centennni le fasi di debole attività solare prevalevano su quelle forti e non per puro caso il clima si presentò nettamente più freddo di quello odierno, vi fu una piccola era glaciale con inverni particolarmente rigidi.
Oggi invece si parla di riscaldamento climatico dovuto ad un'aumento del CO2 prodotto dalle nostre attività.
Secondo me però il riscaldamento dei nostri giorni è sempre associato più direttamente all'attività solare come lo è sempre stato, infatti guarda caso da qualche centennio stiamo andando in contro ad una nuova fase dove il sole diventa mediamente più attivo e le sue fasi più attive si manifestano con tempeste solari sempre più violente, tra 4,5 anni, ossia nel 2011 vi sarà un massimo di attivià solare e si pensa che in quell'anno si potrebbero verificare tra le peggiori delle tempeste solari degli ultimi centenni, un pò come successe nel medioevo grossomodo.
L'aumento dell'anidride carbonica gioca un ruolo abbastanza importante, ma si tratta più di una conseguenza stessa dell'aumento delle temperature:
In breve gli oceano sono i principali assorbendi di anidride carbonica, la quantità assorbente varia a seconda della loro temperatura; più son caldi, meno consumano anidride carbonica che tende ad aumentare nell'atmosfera, mentre quando si raffreddano tendono ad assorbire una maggior quantità di anidride carbonica che diminuisce nell'atmosfera.
Un aumento delle temperature provoca anche lo scioglimento del permafrost alle alte latitudini (Canada e Siberia) liberado nell'atmosfera metano (anch'esso un gas serra), come pure provoca grossi incendi boschivi che sprigionano grosse quantità di CO2 nell'aria grazie ai cambiamenti climatici che portano in aree un tempo piovose a diventare aree soggette a lunghi periodi di siccità.
Infatti gli aumenti termici oggigiorno in corso

no così rilevanti al nostro organismo, ma abbastanza importanti da provocare scombussolamenti sopratutto a livello di piovosità, con periodi di siccità sempre più frequenti alternati a piogge sempre più violente e prolungate (alluvioni), insomma piove sempre più raramente ma quando piove, piove sul serio: posso dire che questo lo possiamo anche notare noi come osservatori.
Anche lo scioglimento dei ghiacci tende a riscaldare il clima, infatti i raggi del sole trovano una minor superficie ghiacciata e bianca in grado di riflettere la radiazione termica solare, mentre viceversa un aumento dei ghiacci tende a raffreddare il cliima, poichè la radiazione solare termica viene riflessa maggiormente da una maggio superficie bianca e gelata.
Inoltre esistono innumerevoli altri fattori di natura astronomica associato ai cambiamenti climatici: che scandiscono le grandi glaciazioni e i periodi interglaciali a lungo andare (una grande glaciazione avviene circa ogni 100000 anni), dunque una grande glaciazione che dura 85/92 mla anni e intercalato da un periodo interglaciale dalla durata di circa 8/15 mila anni, il tutto regolato da fattori puramente astromomici, che provocano variazioni dell'insolazione che dal sole raggiunge la terra.
Vi sono periodi millenari dove le escursioni termiche tra estate e inverno aumentano, intercalati da periodi dove escursioni termiche tra estate e inverno diminuiscono (era glaciale se non erro).
E non è tutto vi sono inoltre piccolissime variazioni astronomiche (come NATOXCORRERE ha spiegato molto bene nella sezione: eliofisica e astronomia) che potrebbero in qualche modo avere un certo legame (seppur lieve) a livello di cambiamenti climatici, si tratta di piccole variazioni astromiche poco prevvedibili e avvenenti in tempi molto più ristretti rispetto a quelli sovradescritti molto brevemente.
Infine invece vi sono molti altri fattori generalmente imprevvedibili (o quasi) che possono influire sul clima terrestre, quali:
l'impatto di grossi asteroidi (<10 km di diametro), grosse eruzioni vulcaniche, alterazione delle correnti oceaniche, ecc... ecc...
Secondo me comunque il principale regolatore climatico a medio-breve termine resta sempre il nostro sole (interazione del vento solare con i raggi cosmici).
Comunque sia trovo molto interessante la tua tesi


Saluti ciao ciao

