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Predefinito Osservata la prima nursery planetaria

Localizzata a circa 800 anni luce da noi, nella costellazione di Cefeo, l’oggetto è oscurato dalle polveri, e perciò invisibile all’occhio umano.



Gli astronomi dell’Università dell’Illinois hanno trovato la prima chiara evidenza di una "culla" nello spazio in cui si formano pianeti e satelliti naturali. Questa “culla”, rivelata dal telescopio spaziale Spitzer della NASA, consiste di un involucro appiattito di gas e polvere che circonda una protostella.

“Stiamo vedendo questo oggetto nelle fasi primordiali della nascita stellare, ha spiegato Leslie Looney, docente della UI e primo autore dell’articolo che verrà pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters”. “Alla fine, la protostella darà origine a una stella con tutta probabilità simile al nostro Sole, e il disco formerà pianeti e stelle.”


Localizzata a circa 800 anni luce da noi, nella costellazione di Cefeo, l’oggetto è oscurato dalle polveri, e perciò invisibile all’occhio umano. Tuttavia, la camera a infrarossi montata sullo Spitzer può penetrare la polvere e rivelare la struttura presente all’interno. La struttura più luminosa consiste in un enorme, quasi lineare flusso di idrogeno molecolare che erutta da due poli magnetici della protostella.

Questi getti bipolari sono così lunghi che la luce impiegherebbe circa sei mesi per viaggiare da un estremo all’altro. Nell’attuale modello di formazione stellare, una nube di gas e polvere collassa per formare una stella e i suoi pianeti. Quando la nube collassa, comincia a ruotare sempre più velocemente, e la crescente forza del campo magnetico proietta parte del gas e della polvere lungo l’asse magnetico, formando i getti bipolari visti nelle foto.

“Se il materiale non fosse espulso in questo modo, lo spin della protostella aumenterebbe la sua velocità e la protostella andrebbe in pezzi”, ha spiegato Looney.

La regione di formazione planetaria è perpendicolare ai getti polari e grosso modo centrata rispetto a essi. llo sfondo luminoso dell’emissione infrarossa galattica, la camera dello SPitzer può rivelare un involucro a forma di disco appiattito.

Tale struttura, prevista teoricamente, ma mai osservata direttamente, è una conseguenza attesa delle teorie di collasso delle nubi in rotazione in cui sono presenti campi magnetici.

Lescienze
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Flavio Scolari
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