La Nasa: "Abbiamo assaggiato l'acqua di Marte!" C’è acqua su Marte, ora è proprio sicuro. Lo ha annunciato la Nasa presentando i risultati delle analisi fisico-chimiche svolte dalla sonda “Phoenix”, scesa ai margini di una calotta polare del pianeta rosso. Complimenti anche all’ufficio stampa che ha organizzato l’incontro con i giornalisti e ha messo in bocca a William Boyton, professore all’Università dell’Arizona, la frase d’effetto: “Abbiamo toccato e anche assaggiato l’acqua di Marte”. In sostanza “Phoenix”, che ha toccato il suolo marziano il 25 maggio dopo nove mesi viaggio e 650 milioni di chilometri, ha raccolto con il braccio robotico un po’ di terreno ghiacciato, lo ha riscaldato con una specie di lampadina da 30 watt e ha ottenuto un liquido che risulta essere quello cercato, dalla famosa formula H2-O. In sé non è una grande novità. Gli annunci riguardanti l’acqua marziana sono finora stati almeno una decina, a mano a mano più sicuri e documentati. E se c’era un posto adatto per cercare e trovare ghiaccio è proprio il “permafrost” intorno alle calotte polari (foto), il cui biancore – già si sapeva – dipende dal fatto che sono costituite soprattutto da anidride carbonica allo stato solido (il “ghiaccio secco” usato per tenere freschi i gelati”) ma anche da una minima quantità di ghiaccio di acqua. Tega », cioè “Thermal and Evolved-GasAnalyzer” è il nome dello strumento che ha permesso la scoperta, il piccolo “forno” nel quale il “permafrost” si è trasformato in fanghiglia. Meravigliosa e preziosa fanghiglia, agli occhi dei planetologi. Le analisi proseguiranno per vedere se, oltre all’acqua, non ci sia qualche microfossile interessante, o almeno qualche sostanza che possa far pensare al “brodo primordiale” nel quale molti biologi ritengono la vita terrestre abbia mosso i suoi primi passi.
LESTELLE
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