Un modello in scala del sistema solare I pianeti sono stati rivelati con la tecnica di microlente gravitazionale, in cui la luce di una stella viene deflessa dal campo gravitazionale di un'altra stella più vicina all'osservatore.
Un consorzio di diverse collaborazioni scientifiche - OGLE, microFUN, PLANET, e RoboNet – che complessivamente ha coinvolto 69 astronomi di 11 paesi, alcuni dei quali dilettanti, ha scoperto due pianeti extrasolari, ciascuno dei quali dotato di massa inferiore a quella di Giove, che orbitano intorno a una stella di dimensioni pari a metà di quelle del Sole.
Sebbene il computo di questo tipo di oggetti sia arrivato ormai ad alcune centinaia, è da rilevare come di solito gli oggetti scoperti superino di gran lunga, per massa e dimensioni, i giganti gassosi del sistema solare.
In quest’ultimo caso, per contro, le stime delle dimensioni planetarie e delle distanze relative indicano che i due pianeti e la loro stella sembrano riprodurre, in scala, il sistema solare.
Utilizzando i telescopi di 11 osservatori sparsi in tutto l’emisfero meridionale, si è riusciti a monitorare con continuità il sistema tra marzo e aprile 2006.
I pianeti, in particolare, sono stati rivelati mediante la tecnica di microlente gravitazionale, in virtù della quale la luce di una stella viene deflessa dal campo gravitazionale di una stella più vicina all'osservatore.
Quando una stella passa lentamente di fronte a una stella distante, gli osservatori dalla Terra rilevano un breve aumento di luminosità sovrapposto al fenomeno di aumento e diminuzione della luminosità su un arco temporale di una settimana dovuto alla fusione delle immagini delle due stelle.
Calcolando il numero, la successione temporale e la magnitudo dei diversi picchi di luminosità, il gruppo è arrivato alla scoperta di due pianeti in orbita intorno alla stella più vicina, che possiede solo la metà della massa del Sole.
Secondo le stime, il pianeta più interno ha una massa pari al 71 per cento di quella di Giove e si trova a circa 2,3 unità astronomiche dalla stella (Giove si trova a 5,2 UA dal Sole). Il pianeta più esterno, invece, ha una massa pari al 90 per cento di quella di Saturno e si trova a 4,6 UA dalla stella (Saturno è a 9,5 UA dal Sole).
Quelli di quest’ultima ricerca, descritta in un resoconto pubblicato sulla rivista "Science", sono il quinto e il sesto esopianeta a essere scoperti con questa metodica, che potrebbe essere in grado di rivelare altri sistemi planetari, potenzialmente presenti in tutta la Via Lattea, che riproducano condizioni presenti nel nostro.
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Flavio Scolari
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