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Predefinito Una Debole esplosione...

Un gruppo di ricerca internazionale che ha visto una significativa partecipazione italiana ha fonito le prove che una recente supernova potrebbe non essere così "normale" come inizialmente ritenuto. La stella che è esplosa, secondo quanto si è appreso, è collassata in un buco nero, producendo un getto debole tipico di eventi molto più violenti, i cosiddetti burst di raggi gamma.

Secondo quanto si apprende dall’articolo apparso su "Science Express", l’oggetto, indicato dalla sigla SN 2008D, è probabilmente tra le più deboli esplosioni in grado di produrre getti che si muovono ad alta velocità. Questa scoperta, ottenuta grazie alle osservazioni del Very Large Telescope dell’ESO, rappresenta una pietra miliare nella comprensione dei più violenti fenomeni osservati nell’universo.

Nel gennaio di quest’anno, il telescopio spaziale Swift della NASA/STFC/ASI scoprì un burst di 5 minuti che arrivava dalla galassia a spirale NGC 2770, situata a 90 milioni di anni luce dalla Terra, nella costellazione della Lince.

Il satellite Swift stava studiando una supernova esplosa l’anno precedente nella stessa galassia, ma il burst di raggi X proveniva da un’altra regione, ovvero da una supernova denominata SN 2008D. I ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF), del Max-Planck-Institut per l’Astrofisica (MPA), in Germania, e di altri istituti hanno osservato la supernova per un arco di tempo più lungo.

"Ciò che rendeva questo evento molto interessante”, ha spiegato Mazzali, "è che il segnale X era molto debole e ‘molle’, molto diverso quindi dai burst di raggi gamma e più in linea con ciò che ci si aspetta da una supernova 'normale'.”

Così, dopo la scoperta della supernova, il gruppo è riuscito rapidamente a monitorarla dall’Osservatorio di Asiago, classificandola come supernova di tipo Ic. "Queste sono supernove prodotte da stelle che hanno esaurito gli strati più esterni ricchi di idrogeno e di elio prima di esplodere, e rappresentano l’unico tipo di supernove associato a burst di raggi gamma di lunga durata”, ha continuato Mazzali.

In seguito, un articolo apparso su “Nature" e firmato da un gruppo indipendente ha sostenuto che la SN 2008D fosse una supernova piuttosto normale. Il fatto che i raggi X venissero rivelati - sostenevano gli autori dello studio - era dovuto al fatto che per la prima volta si era riusciti a catturare la stella durante l’esplosione.

Ma questa opinione non è condivisa da Mazzali e colleghi: “Le nostre osservazioni e i nostri modelli - continua il ricercatore - mostrano che si tratta di un evento assai infrequente, che deve essere meglio compreso nei termini di un oggetto che si trova al di fuori della classe delle normali supernove e dei burst di raggi gamma.”

Grazie a una successiva campagna di osservazioni con l’ESO per monitorare l’evoluzione della supernova è stata raccolta un’enorme quantità di dati. L’originario comportamento della supernova indicava un evento molto energetico, sebbene non tanto quanto un burst di raggi gamma.

Dopo pochi giorni tuttavia gli spettri della supernova cominciarono a cambiare. In particolare, apparvero le righe caratteristiche dell’elio mostrando che la stella progenitrice non era stata così deprivata di materia come nel caso di supernove associate a burst di raggi gamma.

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