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Vecchio 26-06-2008, 17.45.04
bora71 bora71 è connesso ora
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Predefinito RELAZIONE SOLE-CLIMA: Causa ed effetto..

http://www.meteotriveneto.it/images/neo1.jpg
a cura di Daniele Campello (Climate Prediction Staff M3V)

Tutti sappiamo quanto il sole sia importante per la vita nel nostro pianeta, ma tanti di noi non conoscono, o sottovalutano, l’influenza che esso esercita sul clima terrestre.
L’intento di questo articolo è quello di fare chiarezza su un argomento molto discusso, ma non sufficientemente conosciuto e, in secondo luogo, quello di far capire a chi legge come l’attuale riscaldamento della Terra dipenda anche dalla variabilità dei cicli solari.

Ho diviso l’argomento in due parti: nella prima cercherò di spiegare cosa sono i cicli solari e quanto incidano sul nostro clima; nella seconda affronterò la questione più complessa della relazione sole/teleconnessioni (QBO, ENSO ecc…) e sarà un tema molto interessante che porterà a conclusioni sorprendenti.


I CICLI SOLARI

Benché il sole sia sempre attivo, la sua luminosità non si mantiene costante nel tempo, ma registra delle variazioni. Si annotano epoche in cui l’attività solare sì è rilevata estremamente intensa, altre pressoché trascurabile.
Il sole segue degli andamenti ciclici nelle sue attività, noti come “cicli solari”, il più studiato dei quali riguarda le cosiddette “macchie solari”, zone scure e più fredde della superficie stessa. Per compensare il calo di temperatura, l’area circostante risulta più brillante e intensa. Da ciò si evince che il numero di macchie solari è in rapporto direttamente proporzionale alla luminosità del sole.
La scoperta di tale ciclicità va attribuita ad un appassionato astronomo tedesco, tale Samuel Heinrich Schwabe che registrò per decenni l’attività del sole. Questa rivelazione nel 1843 gli permise di dimostrare che il numero di macchie aumentava e diminuiva in forma periodica, tuttavia è bene sottolineare che le macchie solari furono registrate molti anni prima, infatti oggi abbiamo riferimenti in merito a partire dal 1610.
Non vi è alcuna costante in tale manifestazione (eccetto la ciclicità in sé) né per numero di macchie, né per la durata, si stabilisce tuttavia che il decorso medio di un ciclo avvenga in 11,2 anni.
Il numero delle macchie solari raggiunge il picco verso la metà del ciclo, per poi ritornare ad un regime minimo.
http://www.meteotriveneto.it/images/...Immagine_1.jpg
Come si vede dalla figura, è interessante notare come nel periodo che va dal 1645 al 1715 le macchie rilevate furono insolitamente rare. Questa fase, conosciuta anche come Minimo di Maunder, coincide con la parte centrale della PEG (piccola era glaciale) che va dal quattordicesimo secolo alla metà del diciannovesimo.

Oltre al ciclo undecennale chiamato “ciclo di Schwabe” esistono altri quattro cicli, che cercherò di riassumere brevemente:

Ciclo di Hall:
Ciclo di 22 anni che prende spunto da una caratteristica delle macchie solari in relazione al capovolgimento completo del campo magnetico del Sole.

Ciclo di Gleissberg:
Questo ciclo ha un’attività di 88 anni circa e fu scoperto nel 1958. Tale parametro analizza la durata dei cicli di Schwabe.

Ciclo di ess:
Ciclo di circa 150/200 anni.

Ciclo di Hallstattzeit:
Questo ciclo si sviluppa nell’arco di 2.300 anni.

GLI EFFETTI DEL SOLE SUL CLIMA

È evidente che il clima sia un fattore dinamico e che sia in permanente evoluzione. Negli ultimi 740mila anni la Terra ha vissuto otto cicli climatici, questo significa che nel nostro pianeta sembrano verificarsi in modo ricorrente epoche in cui impera il freddo ad altre in cui domina il caldo.
Per quanto riguarda i cicli solari non vi è dubbio che esista una relazione tra minimi-massimi e la temperatura terrestre, ciò che è difficile spiegare sono i passaggi che la rendono possibile.
Si è scoperto, grazie alla tecnologia satellitare, che i valori minimi e massimi di irraggiamento si differenziano appena dello 0,1%. Risulta per cui difficile dimostrare come una variazione così piccola possa provocare evidenti cambiamenti climatici.
Recentemente è stata avanzata un’ipotesi su una possibile influenza che eserciterebbe il ciclo di Schwabe. Questa teoria passa attraverso la modulazione dei raggi cosmici galattici, il cui flusso favorirebbe la formazione di nubi nell’atmosfera terrestre. E' bene ricordare che nuvole nella bassa atmosfera tendono a conservare il calore della superficie, evitando la sua dispersione nello spazio, mentre quelle a quote più alte tendono a riverberare l’energia proveniente dal Sole. Indi l'attività dei raggi cosmici modulerebbe i naturali sistemi di riscaldamento e raffreddamento della Terra.
Cerchiamo di chiarire meglio questo punto: si è visto che il sole presenta variazioni periodiche e che quando esso è massimamente attivo (picco massimo delle macchie solari) aumenta proporzionalmente anche il campo magnetico. Quest’ultimo, espandendosi verso la terra attraverso il vento solare, provoca una naturale schermatura al flusso dei raggi cosmici, cioè quelle particelle cariche, provenienti dallo spazio, che colpiscono la Terra in ogni direzione.
http://www.meteotriveneto.it/images/...Immagine_2.jpg
Da questo grafico dell’Università di Chicago, si può notare come il ciclo undecennale delle nspot (macchie solari) e l’andamento dei raggi cosmici in arrivo sulla terra, siano in antitesi.

La variazione di intensità dei raggi cosmici è nota da molto tempo e si è potuta registrare con buona precisione tramite il carbonio 14, elemento che si fissa, come vedremo in seguito, sulle piante.
Tornando ai raggi cosmici, si è riscontrato che la loro penetrazione nell’atmosfera favorisce la formazione delle nubi atmosferiche, quest’ultime come sappiamo riflettono la radiazione solare.
La riduzione delle quantità di nubi comporta l’aumento della temperatura della Terra, in sincronia alla più intensa attività del Sole. Infatti, si è notato che durante l’ultimo ciclo di attività undecennale la nuvolosità su scala globale è diminuita all’aumentare dell’attività solare e al diminuire del flusso di raggi cosmici penetranti nell’atmosfera.
Entriamo ora nel dettaglio degli effetti del sole sul nostro clima:
http://www.meteotriveneto.it/images/...Immagine_3.jpg
Le curve raffigurate qui sopra (quella rossa rappresenta l’andamento nella durata dei cicli solari, quella nera la variazione della temperatura terrestre) quasi si sovrappongono, ad indicare che, quando i cicli si accorciano le temperature aumentano.
Questo fatto si potrebbe spiegare con la teoria di Gleissberg, secondo cui la variazione tra cicli corti e lunghi si presenta in maniera regolare ogni 88 anni circa. Trattandosi di un ciclo che estende quello undecennale, resta valida la teoria dei raggi cosmici: una massima attività solare produce maggiore vento solare il quale limita la formazione di nuvole nell’atmosfera, provocando un aumento delle temperature.
Studi recenti, riguardo al ciclo di Gleissberg, dimostrerebbero che il valore minimo di questo ciclo è coinciso con periodi molto freddi. Vista la periodicità è facile supporre che il prossimo minimo possa verificarsi intorno al 2030.
http://www.meteotriveneto.it/images/...Immagine_4.jpg
In dettaglio possiamo notare i cambiamenti climatici anche attraverso l’utilizzo del carbonio 14. E’sufficiente osservare i diversi spazi tra gli anelli presenti nei tronchi degli alberi (alcuni esemplari vivono migliaia di anni) per capire i periodi freddi da quelli caldi.
http://www.meteotriveneto.it/images/...Immagine_5.jpg
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Vecchio 26-06-2008, 17.48.23
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VARIAZIONE DELLE MACCHIE SOLARI

Ritengo interessante sottoporre alla vostra attenzione la ricerca svolta dall’autorevole meteorologo Paolo Ernani, (autore del libro “effetto serra e macchie solari” edito da Sovera.), che analizza la correlazione tra macchie solari e clima terreste, tenendo in considerazione il ciclo di Schwabe.
Il grafico sottostante mostra l’andamento di variazioni di Geopotenziali: sono stati elaborati in forma grafica i valori annui della pressione in quota su un’area geografica che comprende tutta l’Europa, i territori occidentali dell’ex URRS e i paesi del nord Africa bagnati dal Mediterraneo.
E’stata rilevata la pressione in diverse località, successivamente sommata per calcolarne la media annua. In pratica un grafico trentennale in cui ogni singolo punto rappresenta la pressione media a 500 hPa su tutta l’area interessata.
Premetto subito che si tratta di un valore indicativo, visto il breve periodo (30 anni) preso in considerazione e probabilmente insufficiente dal punto di vista climatico, ma a mio avviso utile a chiarire il concetto.
http://www.meteotriveneto.it/images/...Immagine_6.jpg

Questo grafico rappresenta l’andamento delle macchie solare nel medesimo periodo (dal 1951 al 1980).
http://www.meteotriveneto.it/images/...Immagine_7.jpg
La ricerca ha sorprendentemente evidenziato la stretta relazione tra i due grafici, con un leggero sfasamento di 2 anni (probabilmente dovuto alla ristretta area geografica presa in esame).
http://www.meteotriveneto.it/images/...Immagine_8.jpg
lla base di queste valutazioni, è possibile prevedere le conseguenze che un minimo solare come quello attuale potrebbe apportare al clima invernale e lo.
Per concludere, la relazione tra macchie solari e clima terrestre (in particolare dell’Europa) si verifica secondo i seguenti parametri:
trascorso il biennio all’inizio del quale si riscontra il minimo delle macchie solari,si verifica un minimo relativo alla pressione in quota, con tutte le conseguenze del caso. Analogamente, un massimo del ciclo di Schwabe anticipa situazioni di pressione mediamente più alte, e quindi periodi più caldi.

ANDAMENTO DEGLI ULTIMI 5 CICLI SOLARI
http://www.meteotriveneto.it/images/...Immagine_9.jpg

Mi auguro di aver esposto con sufficiente chiarezza le teorie vagliate nel presente articolo, che spero abbia almeno in parte soddisfatto la vostra curiosità riguardo a questo interessante aspetto della climatologia.
Prossimamente approfondiremo la relazione tra cicli solari e le teleconnessioni, argomento di indubbia importanza, dai risvolti sorprendenti.

Daniele Campello (Climate Prediction Staff M3V)

Ultima modifica di bora71 : 26-06-2008 alle ore 18.17.55.
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Vecchio 26-06-2008, 18.09.40
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Il dibattito continuo circa il riscaldamento globale sta generando molta confusione tra gli esperti e gli appassionati che studiano la variabilità del clima. Con il presente articolo intendo mettere in risalto l’importanza del sole per la vita e le condizioni meteorologiche del nostro pianeta.
Nella prima parte ho affrontato il tema della stretta relazione tra l’attività solare e le variazioni del clima; in questo secondo articolo mi preme mettere in risalto come il sole influenzi anche le teleconnessioni più rilevanti, dall’ENSO alla PDO, dall’indice NAO alla QBO.

Uno degli errori che si commettono, quando si analizza il comportamento solare, è quello di credere che un minimo del ciclo di Schwabe indichi un sole più “freddo” e un massimo un sole più “caldo”. La differenza d’irraggiamento tra queste due fasi risulta trascurabile e da sola non è in grado di provocare gli evidenti cambiamenti climatici che andremo ad analizzare.
Si è visto che il sole presenta variazioni periodiche e che quando esso è massimamente attivo (picco massimo delle macchie solari) aumenta proporzionalmente anche il campo magnetico. Quest’ultimo, espandendosi verso la terra attraverso il vento solare, provoca una naturale schermatura al flusso dei raggi cosmici, quelle particelle cariche provenienti dallo spazio che colpiscono la Terra in ogni direzione.
Queste particelle sono la fonte dominante della ionizzazione della troposfera. Si è calcolato che il tasso di ionizzazione tra un massimo e un minimo del ciclo solare raggiunge addirittura il 10%. Questo processo è uno dei fattori primari per la formazione delle nuvole, risulta chiaro perciò che una forte attività solare produce una minore copertura nuvolosa e quindi più caldo; mentre una bassa attività del sole provoca un aumento della copertura nuvolosa e giacché le nubi riflettono fra il 20 e 30% nuova luce solare, si ha anche un minor irraggiamento.
http://www.meteotriveneto.it/modules...clim1/fig1.jpg
Sappiamo bene che l’energia del sole non è distribuita in modo omogeneo su tutta la terra e che essa risulta più intensa all’equatore e meno nei poli. Questa situazione mette in moto fattori di scambio di calore tra poli ed equatore, che grazie alla forza di Coriolis genera la struttura proposta da Hadley.

ENSO:

L'ENSO (El Niño Southern Oscillation) consiste in un sistema climatico fluttuante di interazioni tra oceano e atmosfera che è conseguenza diretta della circolazione oceanica e atmosferica terrestre. L'ENSO è la più nota causa di variabilità interannuale delle condizioni meteorologiche e climatiche al mondo, con una frequenza che varia dai 3 agli 8 anni.
http://www.meteotriveneto.it/modules...clim1/fig2.jpg
Sebbene non ci siano studi scientifici in grado di spiegare in maniera specifica come l’attività solare provochi gli eventi dell’ENSO, è possibile capire che il sole incide su questo e gli altri indici. Studi hanno dimostrato in maniera inequivocabile che una forte attività solare determina un maggiore irradiamento (schermatura ai raggi cosmici) e quindi generi nell’oceano pacifico, il più grande “contenitore di calore” del pianeta, una maggiore inclinazione per il fattore di El Niño il fenomeno inverso vale per La Niña.
Quando si presenta una notevole attività solare dovuta a intensi brillamenti, si riscontra un aumento dei raggi UV del sole del 16%. L'ozono nella stratosfera assorbe l’energia eccedente che causa le dispersioni locali di circolazione e di riscaldamento. Questi cambiamenti inizialmente indotti nella stratosfera, possono penetrare nella troposfera ed influenzare la temperatura, la pressione d'aria, la circolazione di Hadley. Questo, secondo la mia opinione, è il fattore dominante della relazione sole/clima. A riguardo ho letto diversi studi, tra cui gli scritti Joanna Haigh dell’università imperiale di Londra, che ha verificato attraverso un modello meteorologico associato ai dati dei raggi cosmici, precisi effetti sulla circolazione della bassa media troposfera con un conseguente indebolimento ed espansione delle celle tropicali di Hadley e uno spostamento di poleward delle celle di Ferrel.

Seguendo la teoria delle macchie solari e più precisamente del vento solare e dei moti ciclici orbitali del Sole (ciclo di Gleissberg, ciclo di Hale), lo studioso Theodor Landscheidt ha portato avanti una tecnica che gli ha permesso di prevedere in anticipo di qualche anno gli ultimi tre El Niño.
La sua teoria si basa essenzialmente sulla correlazione tra il ciclo solare e i valori dell’indice SOI (Southern Oscillation Index) con risultati sorprendenti. Personalmente ho trovato buone correlazioni anche con altri indici, in particolare ho voluto sovrapporre gli ultimi cicli solari con l’indice MEI.
http://www.meteotriveneto.it/modules...clim1/fig3.jpg
Evidente come questa comparazione non abbia particolari pretese e andrebbe sviluppata ulteriormente, ma qualche spunto di riflessione pare inevitabile: mi concentrerei non tanto sui valori in campo, ma piuttosto sulla bassa e alta attività solare. A prima vista si può notare come una bassa attività solare tenda ad abbinarsi meglio con La Niña, viceversa con El Niño. Altro aspetto rilevante: se dividiamo il grafico dei 4 cicli a metà, possiamo notare che durante i primi due cicli si è verificata una predominanza de La Niña, nei secondi due de El Niño. Questa opposizione richiama il ciclo magnetico del sole.

Il Ciclo di Hale raggruppa due cicli undecennali e corrisponde all’intervallo tra due apparizioni di macchie solari con polarità magnetica identica. Dopo avere constatato nel 1908 che le macchie solari erano legate dal magnetismo del sole, l'astronomo americano George Ellery Hale ha lavorato tra 1919 e 1925 sulla polarità di questi campi magnetici. E’ emerso che le macchie che appartengono ad un gruppo mostrano generalmente una bipolarità ben definita: questo significa che se la macchia di testa dispone di una polarità magnetica sud, quella di coda è sottomessa ad una polarità magnetica nord. Tutti i gruppi di uno stesso emisfero manifestano una bipolarità identica alla quale è opposta quelli dell'altro emisfero. Hale si è accorto che queste polarità restano costanti durante un ciclo di Schwabe per invertirsi all'inizio del ciclo successivo. In seguito ai due cicli undecennali, i gruppi di macchie ritrovano una bipolarità magnetica identica a quella manifestata dai gruppi che sono apparsi precedentemente, quindi 22 anni.
Questo ciclo esercita enormi influenze sul clima terrestre e viene definito da molti studiosi come il vero ciclo del sole.
http://www.meteotriveneto.it/modules...clim1/fig4.jpg
Le fasi iniziali dei cicli di Hale sono contrassegnate dalle frecce. La preponderanza di La Niña nel ciclo Hale 1954 - 1976 e di EL Niño nel seguente ciclo è evidente.
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Vecchio 26-06-2008, 18.11.48
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PDO:

Nel 1996 lo Scienziato Steven Hare ha mostrato l’esistenza di una seconda oscillazione nel Pacifico dopo l’ENSO: Il PDO (Pacific Decadal Oscillation). Di questa teleconnessione si conoscono due fasi:
- fase calda, positiva, al nord-est del Pacifico le acque sono più fredde del normale. Ma la temperatura dell'oceano lungo il Nord America occidentale è calda così come lungo l'equatore del centro dell'America fino all'isole Marchesi.
- Nella fase fredda, negativa, il PDO somiglia ad un arco di acqua calda che va dal nord al sud del Pacifico passando vicino al Giappone con temperatura dell'oceano lungo il Nord America occidentale fredda), e che normalmente avvolgono una grande zona di acqua fredda vicino all'equatore.
http://www.meteotriveneto.it/modules...clim1/fig5.bmp
Da questa analisi possiamo trarre delle considerazioni molto importanti anche in visione futura:
Dovremmo andare incontro ad un PDO di segno negativo (PDO freddo) e di conseguenza verso un periodo caratterizzato da episodi più frequenti de La Niña ed episodi più rari e meno intensi de El Niño. Se questo trend sarà confermato, darà una forte spallata a chi sostiene il progressivo riscaldamento causato dall’effetto serra, che secondo una buona parte degli studiosi è la causa principale dei frequenti episodi di El Niño degli anni 80-90.
Inoltre, vale la pena tener conto che il minimo del ciclo di Hale coincide con la fase fredda del PDO e con un cambiamento avvenuto anche nel nostro clima dal 2000 in poi: la “continentalizzazione” del nostro clima, che vede l’alternanza di periodi freddi e caldi e una scarsa zonalità in generale

NAO:

NAO (North Atlantic Oscillation) indica la differenza fra l’anomalia di pressione registrata in Portogallo e quella registrata in Islanda. La sua fase positiva è data dalla presenza di una forte depressione semipermanente d’Islanda contrapposta ad un forte anticiclone delle Azzorre disteso sui paralleli. La fase negativa vede una situazione barica invertita, con anticicloni tra Groenlandia e Islanda e depressioni sulle Azzorre.

L’attività solare sembra regolare in maniera equivocabile anche l’indice (North Atlantic Oscillation). Lo dimostrano le due figure sottostanti che mettono a confronto questo importante indice teleconnettivo con l’attività del sole.
http://www.meteotriveneto.it/modules...clim1/fig7.jpg

Nella prima figura si è voluto confrontare l’andamento della NAO con i raggi cosmici, mostrando una correlazione molto alta. Nella seconda figura l’oscillazione nord atlantica è stata comparata ad un indice che misura i brillamenti solari che realmente interessano la terra (esplosioni solari in direzione del nostro pianeta). Anche in questo caso la similitudine dei due grafici è sorprendente.
http://www.meteotriveneto.it/modules...clim1/fig8.jpg
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Vecchio 26-06-2008, 18.14.27
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QBO:

Quasi-Biennal Oscillation. La QBO indica la direzione dei venti zonali, ossia quelli diretti lungo i paralleli, nella stratosfera tropicale. Nell’arco di circa due anni tali venti compiono due successive e graduali inversioni nella direzione di provenienza, fino a tornare allo stato originario. Valori negativi della QBO indicano che nella stratosfera tropicale i venti soffiano da est verso ovest, viceversa per valori positivi.
http://www.meteotriveneto.it/modules...clim1/fig9.bmp
Diversi studi sono stati fatti per cercare di trovare dei legami tra la QBO e il ciclo solare, tra le varie pubblicazioni spiccano i risultati ottenuti da KARIN LABITZKE del Stratospheric Research Group FU Berlin, Germany. Queste ricerche sono state eseguite utilizzando i dati disponibili dal 1950 della temperatura della stratosfera nell’emisfero nord.
L’insieme dei dati può essere raggruppato in quattro categorie basate sulla fase della QBO, si è visto che questo indice si comporta in modi diversi a seconda dell’intensità solare. Tutto questo ovviamente mantenendo lo stesso segno e quindi la stessa direzione dei venti.
La valutazione delle caratteristiche di segno positivo o negativo della QBO, senza considerare l’attività del sole è a mio avviso incompleta e superficiale, di conseguenza non completamente attendibile.

Cerchiamo ora di vedere come e quanto incide il ciclo undecennale sul comportamento di questo importante indice. Partiamo da una Quasi Biennal Oscillation di segno positivo, quindi la direzione dei venti va da est a ovest (fase ovest) e supponiamo di essere in presenza di un massimo del ciclo solare. Si è visto che si hanno temperature “calde” al Polo e quindi possibilità di inverni freddi nelle nostre latitudini. Mantenendo la QBO con lo stesso segno, ma passando ad un minimo delle macchie solari, si è visto che il vortice polare risulta più profondo.
Cambiamo ora segno alla QBO, passiamo al segnale negativo (fase est): si è notato che con una forte attività solare il vortice polare risulta profondo, mentre con un minimo undecennale si sono registrate temperature calde al polo e freddo alle nostre latitudini.
http://img72.imageshack.us/img72/286...solairedr5.gif

Vediamo ora la Stratosfera artica dal 1942 nel mese di febbraio ad una altezza di 30 hPa.
http://www.meteotriveneto.it/modules...lim1/fig11.bmp
Qualche dato per capire meglio il grafico:

10,7 costante solare
70 unità sono un minimo solare, 250 un massimo.
n= anni qbo (numero totale di anni disponibili è 65)
r= coefficiente di correlazione
H= differenza delle altezze tra massimo e minimo solare
Dati: FU-Berlino 1942-2006; più tardi ECMWF
Qui in dettaglio le temperature registrate sempre a 30 hPa quando la QBO è di fase ovest
http://www.meteotriveneto.it/modules...lim1/fig12.jpg
Il coefficiente di correlazione è molto alto. Si può notare quanto l’andamento solare influenzi la temperatura della QBO, durante la fase di minima attività solare (70) si ha un vortice polare profondo con un minimo di macchie, al contrario (200/250) si ottiene un VPS più disturbato. Grafico molto interessante.
Altra correlazione importante è quella del ciclo di Hale, si è notato che nei periodi di bassa attività geomagnetica la semipermanente d’Islanda si comporta così:
QBO- = tende ad rafforzarsi
QBO+ = tende ad indebolirsi (possibilità di rimonte dell’HP verso Nord).
Come è facilmente intuibile questa caratteristica incide anche sul comportamento dell’indice NAO.
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Vecchio 26-06-2008, 18.15.18
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Conclusioni:

L’importanza del sole viene spesso sottovalutata, in questi anni l’attenzione degli esperti verso i cicli solari è cresciuta enormemente, sempre più scienziati stanno facendo marcia indietro riguardo le previsioni catastrofiche (parere personale) del IPCC. Se gli studi degli esperti avranno ragione c’è da aspettarsi che la temperatura della terra ricominci a stabilizzarsi per poi iniziare a scendere. In particolare trovo molto interessante la previsione del prossimo minimo di Gleissberg (argomento trattato nella prima parte della relazione), e sono convinto che il futuro ci riserverà sorprese.

Mi auguro di aver esposto con sufficiente chiarezza le articolate dinamiche sole/clima che tanto mi affascinano, e spero di aver almeno in parte soddisfatto la vostra curiosità riguardo a questo interessante aspetto della climatologia.

Daniele Campello (Climate Prediction Staff M3V)
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Vecchio 28-06-2008, 19.54.56
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Riscaldamento globale: non dipende dall�uomo..
di Paul Joseph Watson
Prison Planet

Sono gli esseri umani o � piuttosto il Sole ad essere responsabile del cambiamento climatico nelle regioni pi� esterne del Sistema Solare?

Nella giornata di oggi Kofi Annan ha criticato con forza gli scettici del riscaldamento globale definendoli "fuori passo" e "fuori tempo", ma come sar� capace la alterazione delle attivit� umane di frenare il cambiamento climatico quando esistono le prove che no i "SUV" ma il Sole che sta riscaldando l'intero sistema solare?

"Il capo delle Nazioni Unite ha lamentato "una spaventosa mancanza di leadership" nel tracciare i passi successivi che sono necessari per ridurre le emissioni a livello globale. "Cominciamo con l'essere pi� coraggiosi politicamente", � la maniera in cui ha sollecitato le centinaia di delegati provenienti dalle 180 nazioni che sono membre del "trattato sul clima" delle Nazioni Unite del 1992", � quanto riporta Forbes.

Ma come possiamo far quadrare il cerchio quando praticamente ogni pianeta del nostro sistema solare sta simultaneamente andando incontro ad un cambiamento della propria temperatura e a modelli meteorologici volatili? Non si mette in dubbio il fatto che il riscaldamento globale � un ciclo naturale che deriva dalla natura in continua evoluzione del Sole? Al Gore sarebbe capace di darmi una spiegazione su tutto questo?

- Space.com: Il riscaldamento globale su Plutone sconcerta gli scienziati

In quella che in gran parte pare una completa retromarcia rispetto all'annuncio fatto ad Agosto, oggi gli astronomi hanno dichiarato che la sottile atmosfera di Plutone si sta riscaldando a livello globale anche se il pianeta si trova nella zona pi� distante dal Sole sulla sua lunga orbita dalla forma eccentrica.

- Space.com: Una nuova tempesta su Giove suggerisce un cambiamento climatico

Le ultime immagini potrebbero fornire le prove che Giove si trova nel mezzo di un cambiamento globale che potrebbe causare l'innalzamento delle temperature anche fino a 10 gradi Fahrenheit su diverse zone del pianeta.

- Current Science & Technology Center: Il riscaldamento globale su Marte

Uno studio condotto sulle calotte di ghiaccio di Marte pare indicare che il pianeta rosso � attualmente coinvolto in un fenomeno di riscaldamento. Se il riscaldamento globale sta verificandosi sia su Marte che sulla Terra, allora forse esiste un fenomeno di pi� ampia portata che sta avendo luogo nel Sistema Solare e che sta causando il cambiamento climatico a livello globale dei due pianeti.

- United Press International: La NASA ha scoperto una mostruosa tempesta che sta colpendo Saturno

La NASA ha dichiarato che la sua navicella spaziale Cassini ha scoperto una tempesta del tutto simile ad un uragano nel Polo d di Saturno che si estende per 5000 miglia � o anche i 2 / 3 del diametro della Terra.

- Science Agogo: Scoperto un processo di riscaldamento globale su Tritone

E' assai probabile che non ci sia un grande inquinamento industriale sulla pi� grande Luna di Nettuno, ma nonostante ci� su quel pianeta tutto sta diventando pi� caldo. "E' perlomeno dal 1989 che Tritone sta attraversando un periodo di riscaldamento globale", conferma l'astronomo James Elliot, professore di Terra, Fenomeni Atmosferici e Scienze Planetarie al Massachusetts Institute of Technology. "In termini di percentuale, l'aumento di temperatura � molto grande".

- Associated Press: Uno studio afferma che la temperatura del Sole sta aumentando

Le radiazioni del Sole che raggiungono la Terra sono pi� calde dello 0.036 per cento di quelle del 1986, quando l'attuale ciclo solare stava cominciando, � quanto riporta un ricercatore in uno studio che verr� pubblicato venerd� sulla rivista Science. La scoperta � stata fatta sulla base delle analisi da parte di quei satelliti che misurano la temperatura della luce solare.

- London Telegraph: la verit� sul riscaldamento globale � la colpa � del Sole

Si � finalmente giunti ad una spiegazione sul riscaldamento globale: la Terra sta diventando pi� calda perch� il Sole sta adesso bruciando pi� luminosamente che in qualunque altro momento durante gli ultimi 1000 anni, questo secondo una nuova ricerca.

Il fatto puro e semplice � che nel corso delle diverse epoche della storia la terra � oscillata in maniera violenta da un clima caldo, bagnato e stabile, ad uno freddo, asciutto e ventoso � e questo molto prima che venissero inventati i combustibili fossili. I cambiamenti che stiamo adesso testimoniando sono come una passeggiata nel parco se li paragoniamo ai ripetuti colpi ricevuti in passato dal nostro pianeta.



Questo non vuole rappresentare un atto di difesa dei cartelli petroliferi o dei saccheggiatori neo-con, che avrebbero ogni ragione a voler ignorare il riscaldamento globale sia che sia opera dell'uomo sia che non lo sia.

E neppure vuole essere un diniego indiscriminato del fatto che la terra stia gradualmente diventando pi� calda, ma come riconciliare il riscaldamento globale che sta avendo luogo nelle regioni pi� remote del Sistema Solare con l'affermazione secondo la quale l'innalzamento della temperatura � causato dalle attivit� dell'uomo? Non � che per caso i nostri fumi di scarico hanno abbandonato l'atmosfera della Terra e sono scivolati attraverso un buco nero fino a raggiungere Tritone?

La convinzione che il riscaldamento globale � causato dall'uomo � stata inculcata in maniera tanto oppressiva nell'opinione pubblica, specialmente in Europa, che esprimere una sola scintilla di dubbio al riguardo � analoga in alcuni casi alla negazione dell'olocausto. Tale � l'insipido lavaggio del cervello che si � avuto attraverso la televisione, i giornali ed alcune esaltate teste parlanti � che gli scettici del riscaldamento globale vengono obbligati ad indossare una metaforica medaglia gialla e a discutere dei loro dubbi solamente con toni alquanto contenuti e facendo ricorso a strutture conciliative, per non essere derisi e scherniti o per non dover subire le arringhe di un esercito di buonisti che sono convinti di essere nel giusto e di essere impegnati a salvare la madre terra quando riciclano una bottiglia di vino o quando buttano il giornale in un cestino della spazzatura separato.

La campagna per diffondere la paura su di un imminente giorno del Giudizio Universale climatico controlla anche la copertura giornalistica e cos� importanti questioni ambientali come il cibo geneticamente modificato, la folle chimera scientifica della clonazione e l'usurpazione e gli abusi da parte di multinazionali come la Monsanto vengono ignorate.

Il riscaldamento globale viene usato come una scusa per diffondere ulteriori forme di controllo e di sorveglianza sulle nostre vite quotidiane, per permettere l'inserimento di chip RFID [RadioFrequencyID] nei nostri bidoni della spazzatura, la raccolta dati da parte di satelliti GPS e la introduzione di una tassazione per miglio, come pure una tassa globale alla pompa di benzina.

L'ala estremista del movimento ambientalista, caratterizzata da persone come il dottor Erik Pianka, sostiene un processo di selezione di massa dell'umanit� attraverso lo scatenamento di piaghe e di varie forme di bio terrorismo approvate dallo stato, e questo allo scopo di "salvare" la Terra da quella malattia chiamata umanit�. Le misure di controllo genocide sulla popolazione di stampo nazista e l'establishment del movimento ambientalista sono sempre stati legati da una stretta alleanza.

La religione ortodossa & organizzata del riscaldamento globale con le sue disastrose conseguenze per la nostra libert� di espressione, libert� di movimento e il nostro diritto di rimanere al di fuori del sistema, deve essere messa in discussione sulla base fondazionale che il fenomeno sta coinvolgendo tutto il Sistema Solare e che � prevalentemente causato dalla evoluzione naturale del Sole e non dalle attivit� dell'uomo.
Versione originale
Paul Joseph Watson
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