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| Le tesi del prof. Battaglia e del dott. Grosso coincidono.. Secondo il Prof. Battaglia "quella del riscaldamento globale (RG) antropogenico è la più grande mistificazione degli ultimi 15 anni. Esattamente come Grosso, Battaglia ritiene che "il riscaldamento globale attuale sia reale, nel senso che la temperatura media globale è, oggi, più elevata di quella di 200 anni fa, ma l’uomo non c’entra nulla". Anche Battaglia fa debuttare l'attuale fase di riscaldamento nel XIX secolo e segnala il calo termico dell'ultimo dopoguerra, facendo notare che fino ad allora "l’industrializzazione era ancora nella sua infanzia e limitata a pochissime nazioni e la popolazione mondiale un terzo della odierna". Ciò che è incredibile invece e che per più di tre decenni, dal 1940 fino al 1975 in pieno boom economico e demografico, la temperatura scese (tanto da far temere, a metà degli anni Settanta, il rischio di una imminente era glaciale, ma riprese a salire in piena recessione economica. Insomma per il Professore come per lo scrittore e previsore Alessio Grosso "l’attuale RG è occorso in tempi incompatibili con la teoria della sua causa antropica". Battaglia aggiunge però un'altra considerazione, già menzionata da Grosso da diversi anni: "se il riscaldamento a terra fosse dovuto all’aumento di gas serra in atmosfera, allora, per il meccanismo stesso dell’effetto serra, se ne dovrebbe osservare uno ancora maggiore ad alcuni chilometri sopra le nostre teste, ma né le sonde su palloni aerostatici né i satelliti osservano il riscaldamento atteso della troposfera". "Se andiamo indietro nel tempo, il pianeta patì la piccola era glaciale tra il 1400 e il 1700: dipinti dell’epoca testimoniano la Laguna di Venezia e il Tamigi ghiacciati, usati come piste di pattinaggio e attraversati dai carri. E tra il 1100 e il 1300 ci fu quel che i climatologi chiamano periodo caldo medioevale, con temperature di 2-3 gradi superiori a quelle odierne, quando, racconta Chaucer, fiorivano i vigneti anche nel nord dell’Inghilterra. Andando ancora indietro nel tempo, sino all’età del bronzo, vi fu quel che i geologi chiamano massimo Olocenico, con temperature, per oltre 2 millenni, notevolmente superiori a quelle odierne, e alle quali ben sopravvissero gli orsi polari, della cui estinzione oggi ci si preoccupa contro l’evidenza che la loro popolazione è, oggi, più numerosa che nel secolo scorso". Totale convergenza tra il Professore e il Dott.Grosso anche riguardo alla famosa relazione causa-effetto temperatura-anidride, tanto cara alle tesi serriste: "chi ritiene antropica la causa dell’attuale RG fonda tutto il suo ragionamento su due fatti, entrambi veri: la CO2 è un gas-serra e, secondo le misure eseguite sulle carote di ghiaccio estratte dai ghiacciai polari, si osserva correlazione tra le variazioni di concentrazione di CO2 occorse nel passato e le variazioni di temperatura. Va innanzitutto detto che “correlazione” non significa “relazione di causa-effetto”. Per intenderci: esiste una forte correlazione tra il canto del gallo e il sorgere del sole, ma questo rge perché il gallo ha cantato. Più precisamente, le analisi sulle carote di ghiaccio estratte dai ghiacciai polari dimostrano, in modo inequivocabile, che quella correlazione esiste davvero, ma procede nella direzione opposta a quella che darebbe sostegno alla causa antropica del RG attuale: ogni aumento (diminuzione) di concentrazione di CO2 ha seguito e non preceduto il corrispondente aumento (diminuzione) di temperatura, con sfasamenti anche di 800 anni: l’aumento di CO2 non può essere stato la causa del riscaldamento ma, semmai, fu il riscaldamento la causa dell’aumento di CO2".Un'altra risposta ad un quesito importante: da dove era venuta la CO2 e, soprattutto? "La risposta alla prima domanda è facile: i più potenti emettitori sono gli oceani, enormi serbatoi di CO2 in essi disciolta (di fatto, una buona metà delle emissioni antropiche è dagli oceani assorbita) e pronta ad essere immessa in atmosfera non appena la temperatura superficiale delle acque aumenta". IL RUOLO DEL SOLE "da dove giunge allora il riscaldamento?" "bisogna innanzitutto essere consapevoli che tutte le attività degli oltre 6 miliardi di esseri umani sono un nonnulla rispetto all’attività di quel gigante, lassù nel cielo, che è il nostro sole. Le macchie solari sono, sappiamo oggi, intensi campi magnetici che appaiono durante periodi d’elevata attività solare, ma per secoli e da molto prima che se ne conoscesse la natura gli astronomi ne hanno registrato il numero, e dai dati raccolti si può notare che nel periodo della piccola era glaciale vi fu una drastica riduzione nel numero delle macchie solari (minimo di Maunder, dal nome dell’astronomo inglese che osservò la circostanza). QUELLO CHE NON SI DICE Prosegue Battaglia: "quanto il numero di macchie solari sia un attendibile indicatore del clima lo scoprirono il ricercatore danese Friis-Christensen e i suoi collaboratori, che nel 1991 dimostrarono la stretta correlazione tra attività solare e temperatura globale in tutto il periodo compreso fra il 1860 e il 1990. Per escludere che quella correlazione fosse una semplice coincidenza, andarono indietro nel tempo per altri 400 anni e, di nuovo, accertarono la stretta correlazione tra attività solare e temperatura globale. Un’ulteriore conferma di quanto la CO2 sia ininfluente nella determinazione del nostro clima si ebbe nel 2005, quando geofisici di Harvard pubblicarono le registrazioni di temperatura artiche durante gli ultimi 100 anni e, con esse, le variazioni di concentrazione di CO2 e le variazioni di attività solare registrate indipendentemente da altri ricercatori: la correlazione tra quest’ultima e le temperature era perfetta, mentre nessuna correlazione si osservò tra le temperature e la CO2. Ancora una volta, l’inevitabile conclusione è che è il sole ciò che guida il nostro clima, mentre la CO2 è irrilevante". IL RUOLO DELLE NUVOLE "Il sole influenza il clima lo, direttamente, col suo calore ma anche, indirettamente, attraverso le nuvole, che hanno un potente effetto rinfrescante. Le masse di nuvole si formano anche grazie all’interazione del vapore acqueo dagli oceani con le particelle di raggi cosmici provenienti dall’esplosione di stelle lontane giunte alla fine della loro vita: le molecole di vapor d’acqua colpite dai raggi cosmici diventano nuclei di condensazione da cui si formano le nuvole. Quando il sole è più attivo, cioè quando il campo magnetico da esso è più intenso, i raggi cosmici (che sono particelle elettricamente cariche) sono maggiormente deviati da quel campo magnetico: ne consegue un più debole flusso cosmico cui corrisponde una minore formazione di nuvole e quindi un maggiore riscaldamento. La potenza di questo effetto è diventata chiara solo recentemente, dopo che si sono confrontate, nel corso degli anni, le temperature globali con il flusso di raggi cosmici, scoprendo, ancora una volta, una stretta correlazione tra temperatura globale e flusso cosmico, con la prima che aumenta ogni volta che il secondo diminuisce, e viceversa: il clima è controllato anche dalle nuvole, queste sono controllate dal flusso di raggi cosmici a sua volta controllato dall’intensità del campo magnetico dal sole, cioè dalla attività della nostra stella"."QUANDO LE COSE SI FANNO PIU' COMPLESSE in Italia" conclude invece Grosso "ti danno del ciarlatano, dicono che usi termini ostici per annebbiare le menti e così la teoria dei raggi cosmici sarebbe una mera invenzione. Purtroppo l'ignoranza scientifica di molta parte del popolo italiano porta a fare queste gratuite considerazioni, ma la colpa non è nostra, a scuola si preferisce ancora far studiare lingue morte come il latino e il greco antico (di cui anche il sottoscritto è stato vittima) anzichè dare maggiore spazio alla formazione scientifica, in tv in estate, un periodo d'oro in cui i vip si sono finalmente tolti dai piedi, non passa altro che varietà vecchi di anni che giustificherebbero il mancato pagamento del canone, e la frittata è fatta: l'uomo cattivo cambia il clima e guai a chi gli tocca questa pseudo-certezza". Met eo Liv e |
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| Citazione:
ora io dico,ma c'e' l' uomo che inquina anche su Marte o Giove? |
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| "Secondo ricercatori dell'Universita' della California e' in atto da diversi anni un riscaldamento che interessa tutto il Sistema Solare,dovuto ad un aumento dell'attivita' solare.L'attivita' della nostra stella infatti non e' costante nel tempo,ma subisce variazioni periodiche percentualmente assai piccole nell'arco di anni e decenni ma comunque in grado di influenzare il clima sulla Terra.Nel corso dell'ultimo secolo,invece,l'attivita' del Sole e' andata progressivamente crescendo e ha così contribuito all'aumento delle temperature sulla Terra.Mai,negli ultimi 1150 anni,il Sole ha emesso tanta energia come ai giorni nostri.In particolare,ricercatori dell'Earth Institute della Columbia University americana,analizzando i dati raccolti da 6 diversi esperimenti con satelliti NASA,NOAA ed ESA,hanno recentemente evidenziato un aumento dell'ordine di circa 0,05 per cento per decennio,a partire dal 1978,della TSI,sigla che corrisponde alla Total Solar Irradiance,ovvero l'energia elettromagnetica che la Terra riceve dal Sole su tutte le lunghezze d'onda.Ma partiamo da Marte,il Pianeta Rosso,relativamente vicino alla nostra Terra.Uno studio condotto sulle calotte di ghiaccio di Marte pare indicare che il Pianeta Rosso e' attualmente coinvolto in un fenomeno di riscaldamento su vasta scala.Se il riscaldamento sta verificandosi sia su Marte che sulla Terra,allora forse esiste un fenomeno di piu' ampia portata che sta avendo luogo nel Sistema Solare e che sta causando il cambiamento climatico a livello globale dei due pianeti.Il riscaldamento interplanetario,tuttavia,non si ferma ai pianeti interni del Sistema Solare ma si spinge ben oltre sino a raggiungere i Pianeti Giganti e i loro satelliti naturali! Come se non bastasse,lo scorso dicembre 2006 ad un incontro a San Francisco dell'Unione Geofisica Americana,il fisico solare David Hathaway del Marshall Space Flight Center della NASA ed il suo collega Robert Wilson hanno presentato uno studio sul prossimo ciclo solare.Stando alla loro previsione,il picco dell'attivita' solare si dovrebbe avere a cavallo fra il 2010 ed il 2011,e sara' probabilmente uno dei piu' intensi mai registrati nella storia.Penso dunque che sarebbe intellettualmente disonesto far finta di non accorgersi dei cambiamenti climatici che si stanno registrando nel Sistema Solare,dalle remote Colonne d'Ercole di Nettuno e Plutone sino ai pianeti rocciosi interni,come Marte e la Terra;cambiamenti climatici che non possono essere di certo imputati alla mano dell'uomo". |
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| L'effetto serra? C'è anche su Marte Temperature in crescita anche su Giove e Saturno, uragani e sconvolgimenti climatici: tutta colpa del Sole Le evidenti anomalie cromatiche visibili su Giove sono in realtà dei giganteschi vortici atmosferici che si spingono fin oltre la copertura nuvolosa che avvolge il pianeta. Secondo ricercatori dell’Università della California il veloce e abnorme sviluppo della Giovane Macchia Rossa è indizio di grandi sconvolgimenti climatici in atto su Giove, associati negli ultimi anni a un rapido e intenso riscaldamento, anche di 5 °C, di alcune regioni del pianeta. Ma se l’uomo, almeno in questo caso, non ha colpe, chi è il responsabile del riscaldamento interplanetario? Il maggior indiziato sembra essere il Sole. In effetti siamo spesso erroneamente portati a credere che l’attività della nostra stella sia costante nel tempo, o almeno che subisca variazioni solo su tempi assai lunghi, mentre in realtà l’energia che essa emette verso lo spazio in tutte le direzioni subisce nell’arco di anni e decenni variazioni periodiche percentualmente assai piccole ma comunque in grado di influenzare il clima della Terra. I venti e tutti i principali fenomeni atmosferici si alimentano attraverso il calore che, sotto forma di radiazione elettromagnetica, arriva dal Sole: una quantità di energia che, nel punto in cui raggiunge la nostra atmosfera, è mediamente quantificabile in circa 1367 Watt per metro quadro. E sono proprio le cicliche variazioni dell’energia emessa dal Sole che, tra il quattordicesimo e il quindicesimo secolo, hanno spinto l’Europa e il Nord America verso un periodo estremamente freddo, noto come Piccola Era Glaciale e culminato tra il 1645 e il 1710 in una fase caratterizzata dall’assenza di macchie solari (nota come Minimo di Maunder) durante la quale il calore che giungeva sulla superficie terrestre era inferiore rispetto a oggi di una quantità tra lo 0,2 e lo 0,7 per cento. Nel corso dell’ultimo secolo invece l’attività del Sole è andata progressivamente crescendo e ha così contribuito all’aumento delle temperature sulla Terra. E mai negli ultimi 1150 anni il Sole ha emesso tanta energia come ai giorni nostri. In particolare ricercatori dell’Earth Institute della Columbia University americana, analizzando i dati raccolti da 6 diversi esperimenti con satelliti di NASA, NOAA ed ESA, hanno recentemente evidenziato un aumento dell’ordine di circa 0,05 per cento per decennio, a partire dal 1978, della TSI, sigla che corrisponde alla Total Solar Irradiance, ovvero l’energia elettromagnetica che la Terra riceve dal Sole su tutte le lunghezze d’onda. Ma può bastare il Sole per spiegare un così evidente aumento di temperatura anche nei pianeti ai confini del Sistema Solare? Forse sì, soprattutto alla luce di una recente ricerca di Adriano Mazzarella, responsabile dell’Osservatorio Meteorologico dell’Università di Napoli Federico II. Secondo questa ricerca, oltre alla radiazione elettromagnetica, cioè luce e calore, anche le particelle cariche emesse dal Sole assumono un ruolo importante nell’influenzare il clima terrestre. I gas a temperature altissime della parte più esterna dell’atmosfera solare, la corona, fuggono in parte verso lo spazio, dando origine al vento solare: getti turbolenti di particelle cariche, per lo più protoni, elettroni e nuclei di elio che si propagano a gran velocità in tutte le direzioni. Questo flusso, interagendo con il campo magnetico terrestre, dà origine lo a fenomeni spettacolari quali le aurore polari, ma è anche causa di serie difficoltà nelle comunicazioni: il 29 ottobre 2003, per esempio, il Sole sparò miliardi di tonnellate di particelle elettricamente cariche verso la Terra a una velocità di oltre sei milioni di chilometri l’ora. L’impatto di questa grandinata di particelle sul campo magnetico terrestre diede origine alla più grande tempesta geomagnetica mai misurata sulla Terra, responsabile tra l’altro di un black out della rete Gps che durò diverse ore.Corriere della Sera.. |
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| Una parte di questi articoli osno riportati anche nel thread del Prof. Mazzarella. Ad ogni modo è innegabile che il sole faccia la sua parte, ma sono convinto che l' uomo abbia un ruolo, seppur minoritario, nell' influenzare il clima.
__________________ "Wendy, let me in, I wanna be your friend I want to guard your dreams and visions" |
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