Giuseppe Cantillo
Professore di Filosofia Morale
L’impatto che la teoria della relatività ha avuto sul pensiero filosofico – come ha suggerito Ernst Cassirer nel suo ben noto scritto

lla teoria della relatività di Einstein – può riassumersi nella piena consapevolezza che la forma specifica del campo degli oggetti della fisica è la loro misurabilità e nella convinzione che la scelta di un determinato sistema di riferimento condiziona la misurazione dei fenomeni e che non esiste alcun sistema di riferimento assoluto. Se una tendenza fondamentale della filosofia del Novecento è stata quella di mettere radicalmente in discussione, in campo gnoseologico e soprattutto in campo etico, la possibilità di produrre o trovare criteri validi universalmente, sarebbe certamente riduttiva una considerazione di questa tendenza come una mera conseguenza della teoria della relatività einsteiniana. Tuttavia è senza dubbio fondata l’osservazione di Ernst Troeltsch, ne Lo storicismo e i suoi problemi , secondo cui “è ben evidente che questa relatività storica dei valori ha una certa analogia con la dottrina fisica della relatività che è oggi universalmente dominante”. Lo stesso Troeltsch coglie, inoltre, un aspetto importante della teoria einsteiniana per cui essa non si configura come un relativismo illimitato.
Non solo, infatti, Einstein afferma l’invarianza della velocità della luce nel
vuoto rispetto a tutti i sistemi inerziali, ma dimostra anche che da ogni posizione, per quanto assolutamente singolare, è possibile calcolare in termini matematici il sistema di riferimento. In questo modo, secondo Troeltsch “nel relativo viene conservato l’assoluto”. La teoria einsteiniana non ha mancato di esercitare il suo influsso anche sui pensatori italiani. Centro di Ateneo per la Comunicazione e l’Innovazione Organizzativa Università degli Studi di Napoli Federico II particolare, non si può non ricordare la riflessione ad essa dedicata da un maestro ell’ateneo federiciano, Antonio Aliotta, che a posto il concetto di relazione alla base ella sua gnoseologia. Non è pensabile una
realtà in sé; l’universo è l’insieme o ’integrazione di una pluralità di prospettive
relative ai diversi soggetti e alle loro sperienze concrete. Sviluppando
l’indicazione data da Aliotta ne La teoria di Einstein e le mutevoli prospettive del mondo, si può dire che con la teoria della relatività si afferma una concezione pluralistica del mondo: non tanto un relativismo, quanto un relazionismo etico, che comporta la responsabilità morale per il soggetto di abbracciare la concezione del mondo in grado di sviluppare la sintesi più ampia e armonica dei diversi punti di vista.
UNINA