La magnetostrizione è un fenomeno consistente nella variazione di dimensione e di forma che accompagna la magnetizzazione di un ferromagnete, deformazione dipendente dalla direzione e dal grado di magnetizzazione. Il fenomeno è stato osservato, in particolare, nei cristalli in relazione alla loro energia di anisotropia.
Giova ricordare che le variazioni dimensionali dovute alla magnetostrizione

no affatto trascurabili, come dimostrato dagli esperimenti eseguiti su monocristalli di nichel disposti secondo la direzione di un campo magnetico lungo gli assi principali del cristallo.
Il prof. A.Palumbo (1989) ha accertato una significativa correlazione fra il numero dei maggiori terremoti delle aree Italiane e del Pacifico con le componenti mareali del c.m.t. (campo magnetico terrestre) esterno e con l'attività solare, attribuendola ad un fenomeno di magnetostrizione. È noto che le macchie solari sono regioni della cromosfera solare a temperatura di 4500°K, e quindi inferiore a quella della superficie dell'Astro, pari a 6000°K. Esse sono dovute alla comparsa in superficie di forti campi magnetici, che bloccano l'attività convettiva del Sole che, a loro volta, determinano anomalie nel campo magnetico terrestre. Tali anomalie, provocando fenomeni di magnetostrizione, aumentano gli stress presenti nelle zone di criticità della litosfera e possono stimolare la formazione di crepe e/o di terremoti.
Attraverso le crepe prodotte dalla deformazione del suolo, si possono liberare dei gas imprigionati nel sottosuolo, che darebbero luogo ai “fuochi fatui” (Will-o-the-Wisp), oggi noti come EQLs (Earth Quake Lights), o luci sismiche, osservate prima e durante moltissimi terremoti, fenomeno documentato da una voluminosa ed aggiornata bibliografia. È noto che esistono campi magnetici di onde di bassa energia e di frequenza bassissima ELF (Extremely-Low-Frequency). Dal momento che l'effetto delle onde ELF è quello di trasmettere energia dall'esterno alle strutture da esse investite, è possibile ipotizzare un effetto magnetostrittivo basato sulla fisica classica.
I campi magnetici producono un effetto di magnetostrizione, ossia una modifica dimensionale nelle strutture da essi investite, causata da una forza esterna. Le onde ELF, determinano lo stesso meccanismo, ma con un effetto più efficace, in quanto esso si ripete, con la frequenza della pulsazione delle onde stesse, pari a diverse decine di impulsi per secondo. Le caratteristiche del campo magnetico statico e la frequenza delle pulsazioni magnetiche riguardanti le onde ELF, sono le stesse di quelle dei campi geomagnetici esterni. Accettando l'ipotesi magnetostrittiva, allora sarebbero efficienti anche onde geomagnetiche con frequenze più basse ed ampiezza maggiore per produrre effetti nell'ambito dei fenomeni geofisici.
Tutte le componenti del c.m.t. esterno sono amplificate in corrispondenza della maggiore conducibilità della ionosfera. Le componenti della marea geomagnetica di origine lunare possono innescare fenomeni magnetostrittivi in seno alle faglie e la loro maggiore amplificazione in corrispondenza della fase di Luna Nuova (Sole e Luna entrambi presenti sull'orizzonte), avrà una maggiore influenza su tali fenomeni.
L'attività solare e magnetica sono strettamente correlate (Palumbo, 1981), in quanto la prima è causa della seconda. È quindi possibile attendersi un più marcato effetto geofisico delle componenti esterne del campo geomagnetico, sia durante gli intervalli di tempo caratterizzati da un massimo dell'attività solare, sia durante i minimi di attività solare, allorquando agisce in maniera prevalente la radiazione cosmica. Ciò perché è probabile che effetti geofisici si verifichino a causa (i) della maggiore attività del Sole, che amplifica le predette componenti, (ii) e/o delle radiazioni cosmiche, entrambe generatrici di variazioni “magnetostrittive” in seno alle faglie, e quindi di trasferimento a queste ultime di energia.
Trasferendo energia alle faglie è possibile che si producano modifiche dimensionali in esse e come concausa di ciò fenomeni sismici. È stata infatti precedentemente evidenziata l'esistenza di una significativa correlazione tra il numero dei maggiori terremoti delle aree italiane e del Pacifico con le componenti mareali del c.m.t. esterno e con l'attività solare e ciò è stato attribuito ad un fenomeno di magnetostrizione. Le macchie solari sono dovute alla comparsa in superficie di forti campi magnetici, che bloccano l’attività convettiva del Sole e, a loro volta, determinano anomalie del campo magnetico terrestre. Tali anomalie, provocando fenomeni di magnetostrizione, aumentano gli “stress” presenti nelle zone di criticità della litosfera e possono stimolare la formazione di “fratture” e/o di terremoti.
Per quanto riguarda la teoria di stringa, una teoria fisica che ha lo scopo di unificare i fenomeni fisici in un unico quadro (questa teoria considera le particelle elementari non come oggetti puntiformi ma come piccole “cordicelle” che vibrano come le corde di un violino e alle quali ad ogni modo di vibrazione è associata una determinata particella), un effetto indiretto delle radiazioni elettromagnetiche sui fenomeni geofisici può ricercarsi nelle vibrazioni di stringa di energia pari a 10 elevato alla 11 eV = 10 elevato alla meno 8 Joule, alla quale, per la relazione di Einstein (Energia = massa per velocità della luce al quadrato), è possibile associare una massa uguale a 10 elevato alla meno 25 Kg. Tali valori, pur sembrando esigui, sono tipici della radiazione cosmica, la quale ha un notevole potere ionizzante delle particelle dell'aria fino al livello del suolo, accentuando il campo elettrico atmosferico con le sue implicazioni geofisiche.
In definitiva, insieme alla radiazione cosmica potrebbero essere presenti anche vibrazioni deboli di stringhe, causa di possibili effetti indiretti nell'ambito delle fenomenologie geofisiche.
Avremo quindi le seguenti correlazioni:
Aumento nel numero delle macchie solarità Anomalie del campo magnetico terrestre e Magnetostrizione e Terremoti.
In termini di teoria di stringa avremo:
Variazione dell'attività solare e Amplificazioni componenti esterne del campo geomagnetico e Amplificazione radiazione cosmica e Amplificazioni vibrazioni di stringa e Variazioni magnetostrittive e Attività sismica.
Riguardo all'attività sismica, anche per il mese di Aprile si sono verificati terremoti che avvalorano ulteriormente le tesi descritte in un precedente articolo tra cui quella dell'aumento della sismicità prevista per il periodo 2006-2007. Difatti, l'11 ed il 12 due forti terremoti di 5.5° Richter hanno scosso il sud della Grecia. Il 15 è stata la costa centrale del Cile ad essere interessata da un forte evento pari a 6.0° Richter. Il 16 il nord della Toscana è stato interessato da una scossa di 4.1° Richter. Il giorno 17 la Calabria, precisamente il crotonese, è stata teatro di una scossa pari a 4.3° Richter e ancora la Toscana, precisamente il livornese, con un evento che ha raggiunto i 3.7° Richter. Il 18 è la volta della Sicilia, precisamente le isole Eolie, con un evento pari a 3.0° Richter. Infine, il 19 un violento terremoto, di magnitudo pari a 6.0 ° Richter colpisce il nord di

matra.
Anche questa sequenza ha obbedito alla tesi “interazioni zolle”. Difatti sono state colpite le placche tettoniche che interessano: Grecia, America, Italia e Asia. Riguardo all'influenza gravitazionale dei pianeti, è importante sottolineare come il 13/4 vi era plenilunio e come il 18/4 vi sia stata la congiunzione tra Marte, Plutone e Luna.