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Vecchio 09-02-2008, 18.51.45
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Ciao Scolari grazie mille per la risposta davvero affascianante e ben chiara.
Potrei chiederti un'ultima cosa?
Se i poli si spostassero,c'è una sola traiettoria che potrebbero seguire,cioè possono inclinarsi solamente in certo modo oppure l'inclinazione potrebbe avvenire anche verso destra che verso sinistra?
Il giro che compie la Terra influisce? Buon fine settimana e scusa se mi sono espressa male...
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Vecchio 09-02-2008, 20.47.22
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Un vero piacere LULU, lo spostamento assiale potrebbe avvenire in entrambi i modi, ossia diminuire o aumentare di gradazione: come successe il 24 dicembre del 2004, quando il fatidico terremoto nel bel mezzo dell'oceano indiano con un magnitudo del ottavo grado della scala mecalli, procurò il terribile tsunami con effetti devastanti anche a miliaia di chilometri di distanza.



Inoltre il violento terremoto fece tremare (in maniera impercettibile dall'uomo) tutto il pianeta provocando così una deviazione dell'inclinazione assiale di un paio di gradi (se non ricordo male), l'inclinazione assiale però si reistabilizzò già subito dopo pochi giorni senza influire sul clima (se non in maniera irrilevante), questo perche la terra girado velocemente su se stessa, si comporta come una trottola, i poli per intenderci sono leggermente schiacciati rispetto all'equatore per il fatto che l'equatore gira più velocemente rispetto alle latitudini superiori, mentre i poli non girano affatto su se stessi essendo le due estremita della rotazione terrestre stessa (questo fattore genera anche la forza di coriolin, che provoca una deviazione importante dei venti su scala planetaria).

Se però dovesse succedere un fenomeno di proporzioni ancora maggiori, come ad esempio l'impatto di un grosso asteroide o di una cometa, questo potrebbe produrre un inclinazione assiale ancora più importante, in maniera tale che a livello geologico (dunque di sottosuolo) la terra converte la posizione dei poli ancor prima che l'inclinazione assiale si sia reistabilizzata, dunque terre una volta ai poli si vengono a trovare a latitudini diverse e viceversa, con un'inclinazione assiale di nuovo reistabilizzata in breve tempo.
Questo fenomeno può succedere tranquillamente se un fenomeno di grandi proporzioni "scuote o colpisce" il pianeta, mentre alcune teorie ipotizzano che sia già successo nella storia della terra, la prima volta circa 12 milioni di anni fa, mentre la seconda volta circa 13000 anni fa.

Se invece supponiamo che l'inclinazione assiale diminuisse di alcuni gradi, non cambierebbe molto in quanto anche in tal caso si reistabilizzerebbe in breve tempo, mentre se diminuisse di molti gradi, esempio avvicinandosi agli zero gradi, succederebbe un fenomeno particolare: per un certo periodo (prima che l'asse d'inclinazione terrestre si reistabilizzasse) verrebbero a mancare le stagioni in entrambi gli emisferi, infatti più l'inclinazione è importante, più aumenta il contrasto tra estate e inverno tra i due emisferi, viceversa più l'inclinazione diminuisce di gradazione più il contrasto tra estate e inverno diminuisce a livello termico.
Non ho mai sentito invece fenomeni di tale importanza da poter far convertire le stagioni, dunque da convertire l'inclinazione assiale di oltre 50°, azzerando l'inclinazione (azzerando le stagioni) fino a riaumentarne la gradazione convertendo istantaneamente le stagioni in entrambi gli emisferi.
Come se qui l'attuale inverno si convertisse in un'attimo in estate, questo mi sembra assai improbabile che possa verificarsi.
http://www.3dnworld.com/users/1/imag...imateEarth.jpg

Un'altra teoria che affascinò anche il grande Albert Ainstein, è una teoria molto similare: dice che appunto fino a 13000 anni or sono il nord america era centrata sul polo nord nel corso di una tenace glaciazione (l'ultima verificatasi) e come ben sappiamo i continenti si riscaldano molto più velocemente, ma allo stesso tempo rilasciano il calore accumulato in minor tempo rispetto agli oceani, raffreddando dunque molto più velocemente.
Tale fattore potrebbe aver incrementato l'accumulo molto importante di ghiaccio al polo nord per molti millenni, creando uno spessissimo strato gelato, gravando così un immane peso dall'alto, mentre al polo sud viceversa secondo la teoria si trovava solo acqua in quanto l'antartide era ancora fuori dal circolo polare.
Tutto ciò potrebbe aver sbilanciato la terra dal polo nord in maniera tale da provocare uno slittamento generale della crosta terrestre con ripetuti e devastanti terremoti in grado di produrre immensi tsunami e uno spostamento dei poli come dell'inclinazione assiale che reitabilizzandosi nel giro di pochi giorni, avrebbe convertito la posizione dei poli come li conosciamo oggi.

Premetto che queste restano comunque teorie benchè possano essere fattibili e affascinanti, l'unica cosa certa oggi è che circa 13000 anni fa ci si trovava in un periodo di disgelo, al termine dell'ultima grande glaciazione.
Vi furono grandi esondazioni, molte alluvioni dovute ad un improvviso scioglimento dei ghiacci, probabilmente questo sarebbe stato favorito dalla caduta di un grosso asteriode, caduto appunto circa 13000 anni fa.
Da qui in avanti entrano in gioco le teorie brevemente descritte sopra.
Saluti e grazie del tuo interesse, ciao ciao!!

Ultima modifica di Scolari : 17-03-2008 alle ore 22.36.28.
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Vecchio 10-02-2008, 11.41.51
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Sei una miniera di sapere Scolari...Ancora grazie.Trovo affascinante e meraviglioso questo argomento,anche perchè c'è d'aspettarsi un qualcosa di eclatante per quanto riguarda il clima, ancora in che modi,se nel bene o nel male,ma la storia climatica,astronomica,planetaria c'insegna a ttovalutare segni anche minimi che Gaia c'invia....
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Vecchio 10-02-2008, 15.37.15
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Grazie LULU, vedo che anche tu sei particolarmente affascinata dal mondo che ci circonda.
Eppure anche le grandi civiltà passate (EGIZI; MAYA; INCA; ecc...) ci hanno lasciato il frutto di tutto il loro sapere.
Erano civiltà che per quanto riguarda l'astronomia sapevano veramente tutto, infatti oggi la maggior parte delle nostre conoscenze le abbiamo ereditate da questi grandi popoli esistiti circa 6000 anni fa.
Trovo strano comunque pensare che gli Egizi, come i Maya e gli Inca abbiano misteriosamente imparato ad osservare il cielo così bene senza l'ausilio di conoscenze magari ereditate a loro volta da un popolo ancora precedente.
Sapiamo che le stelle un tempo venivano associate a divinità (agli DEI), ma il fattore ancora più insolito resta il fatto che tali civiltà conoscevano pure corpi stellari invisibili a occhio umano anche in quei tempi.
Oggigiorno grazie all'era dei computer possiamo ricostruire come si presentava il cielo in un determinato periodo grazie all'ausilio di potenti programmi, e grazie a queste elaborazioni si è potuto chiaramente constatare che corpi stellari invisibili a occhio nudo come lo sono oggigiorno lo erano un tempo di 8000 anni fa.
I Dragon ad esempio conoscevano "il cane" di orione, si tratta di una stella compagna molto più piccola che gira attorno alla stella di orione, poste appunto nella costellazione di orione.
Tale stella compagna è del tutto invisibile a occhio nudo oggi come allora, dunque la domanda più ovvia resta: Come facevano a conoscere così bene corpi stellari che possono essere osservati solo con l'ausilio di grossi telescopi?
La risposta più ovvia è quella che anche queste grandi civiltà devono aver ereditato le loro grandi conoscenze da popoli a loro precedenti, spesso riportati dai miti come ATZECHI o NEFELIN considerati degli DEI mandati dal cielo.
Forse l'impero perduto di atlantide è la chiave per risolvere questo grande mistero?
Potrebbe essere, il mistero comunque resta e forse resterà tale; malgrado ciò, non è da sottovalutare il fatto che potrebbero in teoria essere esistiti eventi di tale portata che noi non possiamo minimamente immaginare, eventi astronomici che potrebbero aver cancellato dalla faccia della terra resti di un'antica conoscenza precedente alle grandi civiltà tutt'oggi ben note.
Tutti questi misteri lasciano riflettere su quanto anche noi grazie alle nostre nozioni scentifiche di qui disponiamo oggi, potremmo ignorare fattori o eventi di qui oggi riteniamo assurdi, vivendo in un periodo geologico, astronomico e climatico relativamente tranquillo.
Pur credendo nell'evoluzione umana di Darwin, non escludo a priori che popoli evolutissimi nelle loro conoscenze astronomiche precedenti gli Egizi e i Maya possano aver popolato la terra prima di una possibile immane catastrofe avvenuta circa 13000 anni fa.
Questo infatti potrebbe risolvere il mistero della sfinge che porta segni di incessanti piogge torrenziale che si verificarono prima di quel tempo: infatti si ritiene che la sfinge possa risalire a oltre 11000 anni avanti cristo, orientata nella costellazione del leone (in quel tempo), poteva avere la testa di un leone caduta in seguito all'erosione del vento e delle piogge.
Da qui gli egizi la ricostruirono raffigurante la testa del faraone Keope (come si presenta oggi insomma), il copo sembra effettivamente un po sproporzionato rispetto alla testa molto più piccola, forse perchè precedentemente vi fu costruita la testa di un leone molto più grande e proporzionata al resto del corpo della sfinge.
Vi sono numerosi altri interrogativi nella storia di quei tempi, riguardo a costruzioni sparse in tutto il mondo, che si presentano un po "fuori posto" per come si presentava il cielo in quei tempi e sembra difficile pensare che popoli che disponevano di conoscenze astronomiche e matematiche così avanzate, possano aver fatto errori di calcolazione così grossolani, infatti indiettreggiando nel nel tempo di qualche millenio (nell'osservazione del cielo) ci si accorge subito che le cose quandrano perfettamente se consideriamo che tali costruzioni possano essere state costruite oltre 15000 anni fa.
Comunque sia la storia potrebbe riservarci sorprese non indifferenti che forse in futuro potremo scoprire.
Oggi possiamo comunque ammirarla per come la conosciamo, in tutto il suo splendore.

Saluti ciao ciao!!!!
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Vecchio 10-02-2008, 18.39.10
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Ho letto spesso dei Maya degli egizi e seguo appena posso i documentari che trattano questo argomento ,l'astronomia dei popoli antichi.
Mi ha colpito molto la coviltà egizia e Voyager nel suo ultimo viaggio ha spiegato bene quale fosse il loro sapere anche se molti misteri sono ancora sepolti e certo che ovviamente ci si pongono delle domande,alle quali spesso non sappiamo trovare risposta.
Molte volte per esempio mi sono chiesta chi e come è stata iniziata la misura del tempo.Ecco cosa ho trovato,potrei aprire un nuovo post ma va bene anche arricchire questo tuo,che pensi?
Che cosa o chi è stato a determinare che un'ora fosse di sessanta minuti, che un minuto fosse di sessanta secondi e così via?
La nostra attuale divisione del giorno in 24 ore di 60 minuti ciascuna è il risultato di una modificazione ellenistica di una pratica egizia, combinata con procedimenti numerici di calcolo di origine babilonese. Gli Egizi dividevano infatti il giorno in 24 ore, che in origine non avevano tutte la stessa durata, ma dipendevano dalle stagioni. Queste “ore stagionali” furono sostituite da ore di durata costante solo nei trattati teorici dell'astronomia ellenistica e, poiché a quell'epoca i calcoli astronomici venivano effettuati con il sistema di numerazione sessagesimale (in base 60) posizionale babilonese, le ore vennero divise in 60 parti uguali (minuti), ciascuna delle quali era divisa a sua volta in 60 parti uguali (secondi) e così via.
Per saperne di più cosiglio il libro: O. Neugebauer, Le scienze esatte nell'antichità, Feltrinelli, Milano, 1974.

Livia Giacardi Dipartimento di Matematica, Università di Torino

Per rispondere alla domanda si deve forse risalire alle antiche misure dell'anno in 360 giorni, nel calendario persiano e in quello babilonese, anche se questi popoli presto capirono che il numero di giorni in un anno era maggiore. Pare che i Babilonesi abbiano anche fatto anticamente una divisione del giorno in sessanta ore. Il numero 360 è collegato al sistema sessagesimale, essendo divisibile comodamente per 60, 30, 24, 12, ... Il raggio di un cerchio si può riportare come corda sei volte e insiste su un angolo di 60 gradi.
La dinastia Shang in Cina ha introdotto tra il 1500 e il 1000 a.C. un calendario con cicli di 60. Si attribuisce a Talete l'uso del grado in geometria.

Gabriele Lolli Dipartimento di Matematica, Università di Torino
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  #16 (permalink)  
Vecchio 11-02-2008, 00.13.36
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Molto interessante , anch'io seguo i documentari trattati da voyager, trovo che siano veramente ben esposti oltre a trattare argomenti molto affascinanti.
Probabilmente anche parte delle imponenti strutture costruite da questi grandi popoli, servivano per misurare il tempo, funzionavano come enormi orologi cosmici in grado di scandire il tempo secondo i movimenti degli astri.
Generalmente si basavano sui movimenti del sole, come i grandi ponti in pietra costruiti in Perù, che disposte a mo di cerchio calcolavano i sostizi stagionali, ad ogni sostizio il sole sorgeva e rispettivamente tramontava nel mezzo di due grandi blocchi in pietra disposti verticalmente.
Altre strutture servivano per lodare le divintà che generalmente erano associati alle stelle, dunque possiamo tranquillamente dire che grandi strutture furono create in onore alle stelle.
Infatti osservando la posizione delle piramidi egizie, si è constatato che erano disposte in egual misura (in scala) con la posizione stellare della constellazione di orione, sia per la loro posizione, per la distanza tra le stelle che per la loro dimensione, la costellazione di orione presente in cielo fu riprodotta in scala dagli egizi con la costruzione delle piramidi di Giza.

Inoltre la piramide di keope come pure la grande piramide Maya potevano scandire il tempo in base ai movimenti del sole nell'arco di tutto l'anno, funzionando così come grandi orologi cosmici.
All'interno delle piramidi vi si trovano delle camere che fino a qualche tempo fa si credeva servissero per ospitare la mummia del faraone, oggi si sa che il vero significato delle piramidi doveva essere tutt'altro, infatti oltre a riprodurre le costellazioni celesti, le piramidi potevano servire pure per scandire il tempo, in ogni camera (all'interno delle piramidi) è presente un foro e ad un determinato periodo dell'anno preso in considerazione (sostizi stagionali) come ad un determinato periodo della giornata i raggi del sole illuminavano una o piuttosto l'altra camera grazie a questi fori posti sicuramente con un ordine ben preciso.

Ma perchè le piramidi Egizie furono piazzate proprio a Giza?
Infatti potevano essere piazzate in altre regioni dell'Egitto, ma se furono piazzate proprio a Giza non è affatto per puro caso, prendendo in considerazione diversi parametri terrestri.
Un'sempio: l'area di Giza corristonde ad un punto centrale delle cordinate sia latitudinale che longitudinali rispetto alle terre emerse del nostro emisfero (una sorta di centro del mondo per le terre emerse).
Anche le piramidi stesse rispecchiano parametri terrestri non casuali, infatti le pareti esterne delle piramidi si è scoperto che no perfettamente lineari, ma besì che sono leggermente incurvate, come mai?
Il fatto che queste pareti esterne delle piramidi siano leggermente incurvate, non è affatto casuale, infatti si è scoperto anche qui che la lieve curvatura delle pareti esterne coincide perfettamente con la curvatura terrestre (essendo rotonda).

Infine la grande piramide di keope fu costruita con uno scopo ben diverso oltre a quella di contenere la mummia del faraone, inanzitutto è la più grande piramide proprio perchè come già detto prima rappresenta la stella più luminosa della costellazione di orione, inoltre al suo interno si trova la ZEN alto circa 30 metri.
Ve ne sarebbero più di uno sparsi per il mondo di ZEN, forse 5, uno di queste viene custodita proprio all'interno della camera segrata dentro la piramede di keope, ed era considerato un oggetto del tutto sacro, cosa significasse lo ZEN resta ancora un mistero.
Eppure c'è chi entrando nella camera segreta contenente lo ZEN, giura che qualcosa di insolito è successo durante la permanenza all'interno della camera segreta, il tempo dicono non scorreva in egual misura come per l'esterno, ad esempio: "uno giurò che mentre all'interno della camera passarono pochi minuti misurabili anche dall'orologio che portava al polso, all'esterno quando usci furono passate oltre 3 ore".
Un paradosso o una sana bugia... nessuno lo può sapere, anche se io non crederei subito a priori che possa trattarsi di una semplice bugia dato che non fu l'unico individuo a vivere tale insolita esperienza, ne testimoniarono a voyager.

Prendendo tutti questi fattori ci si può subito rendere conto di quanto queste civiltà dovessero avere straordinarie conoscenze astronomiche e matematiche.
Cosa ne pensi a riguardo dello ZEN descritto prima?
Una semplice bugia o un paradosso inspiegabile?







Saluti, ciao ciao

Ultima modifica di Scolari : 16-03-2008 alle ore 18.30.44.
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Vecchio 11-02-2008, 11.42.59
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Riassunto eccellente di quel che ho visto a Voyager,mi ha impressionato il fatto dello scorrere del tempo diverso,durante l'esperimento.
C'è da rimanere a bocca aperta quando si parla di Piramidi e gli interrogativi ogni volta crescono....
buona giornata...grazie.
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  #18 (permalink)  
Vecchio 11-02-2008, 21.50.56
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Già, di tanto in tanto vago nelle ambre delle mie fantasie, chiedendomi: e se potessimo tornare ai tempi degli DEI, cosa si presenterebbe ai nostri occhi? Quali meraviglie potremmo ammirare? Come si presentavano e come vivevano queste grandi civiltà?... e sopratutto quali eventi potremmo ammirare per dare risposta a tutti i nostri dilemmi?...
Ma assistere a queste meraviglie di persona resta ovviamente solo un sogno irrealizzabile di tutti noi oramai... Saluti e buona serata, ciao ciao!!
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Vecchio 14-03-2008, 00.23.51
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Nel dicembre 2005 ha avuto spazio la notizia che l’asteroide Apophis potrebbe colpire la Terra il 13 aprile 2036 (giorno di Pasqua).
Apophis (già noto come 2004 MN4) è un NEO (Near Earth Object), cioè un corpo che passa molto vicino alla Terra. È stato scoperto il 19 giugno 2004; dapprima si pensava che potesse colpire il nostro pianeta nel 2029, ma calcoli più precisi hanno spostato l’anno del possibile impatto al 2036.
In effetti, il 13 aprile 2029 Apophis passerà a soli 36.360 km dalla Terra (sarà facilmente visibile a occhio nudo). Questo passaggio altererà la sua orbita, in un modo che a quell’epoca si potrà valutare se pericoloso per il nostro pianeta (la sua orbita potrebbe entrare in risonanza con quella della Terra).
Per quanto riguarda il rischio d’impatto, la scala Torino classifica Apophis al valore 1 (molto basso, ma non zero), mentre la scala Palermo al valore –1,35. I valori della scala Torino vanno da 1 a 10 e valutano la probabilità e l’energia d’impatto. La scala Palermo è logaritmica (il rischio 2 è pertanto cento volte maggiore del rischio 0) e tiene anche in considerazione le date del possibile impatto: i valori minori di –2 si riferiscono a eventi con praticamente nessuna conseguenza, quelli tra –2 e 0 indicano situazioni che meritano attenzione, infine quelli maggiori di zero sono associati a eventi preoccupanti.
Gli asteroidi in grado di provocare una catastrofe sulla Terra sono quelli più grandi di un chilometro. Per calcolare qual è la probabilità che tali corpi colpiscano il nostro pianeta si utilizzano tecniche statistiche basandosi sull'assunzione che circa 65 milioni di anni fa un asteroide grande 10 km colpì la Terra provocando probabilmente l'estinzione dei dinosauri, e che un tale impatto si verifichi approssimativamente ogni 100 milioni di anni. È necessario inoltre sapere quanti più asteroidi di 1 km ci sono rispetto a quelli di 10 km (i corpi più piccoli di 5 km sono però difficili da scoprire).
Secondo calcoli effettuati utilizzando i dati della Sloan Digital Sky rvey (una mappa di un quarto di cielo), c'è una possibilità su 5000 che un asteroide colpisca in modo catastrofico la Terra nei prossimi cento anni. L'eventualità è meno probabile di quanto finora creduto. Si è stimato che sono circa 700.000 gli asteroidi grandi abbastanza da distruggere una civiltà terrestre, approssimativamente un terzo di quanto risultato da una stima precedente, in base alla quale gli asteroidi pericolosi risultavano essere circa 2 milioni, con circa una possibilità su 4500 di collisione.
Gli asteroidi potenzialmente rischiosi per la Terra orbitano attorno al Sole lungo una fascia situata tra Marte e Giove. Non è ben chiaro come questi corpi possano lasciare la loro fascia e incrociare la Terra. Secondo un recente studio, gli asteroidi più grandi potrebbero essere spinti gradualmente fuori dalla loro fascia dall'assorbimento e riemissione della luce solare. Nel corso di milioni o miliardi di anni l'energia reirradiata avrebbe l'effetto di spostare gli asteroidi come succede alle comete che espellono gas.






http://upload.wikimedia.org/wikipedi...-_23-01-07.jpg

Tratto da: Astronomia - Cosmored: cultura e attualità astronomica

Buona serata a tutti, ciao ciao!
__________________
Flavio Scolari

Ultima modifica di Scolari : 08-04-2008 alle ore 20.40.18.
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Predefinito Precauzioni per scongiurare eventuali impatti catastrofici

pponendo che con il passare del tempo, il rischio che Apohis aumenti, quali potrebbero essere le precauzioni prese in considerazione ond'evitare un eventuale impatto catastrofico?

Il primo asteroide, Cerere, venne scoperto casualmente 1° gennaio 1801 da Giuseppe Piazzi, direttore dell'Osservatorio di Palermo dal 1787, mentre era intento ormai da nove anni ad un programma di ricerca di moti propri stellari.

Ma, prima che fosse possibile calcolarne l'orbita, Cerere divenne inosservabile perché troppo vicino al Sole.

A partire dalle poche osservazioni di Piazzi, tuttavia, il grande matematico tedesco Carl Friedrich Gauss riuscì a calcolare l'orbita e a darne le successive posizioni in cielo finche, il 1° gennaio 1802, ad un anno esatto dalla scoperta von Zach poté ritrovarlo.

Fu Olbers a scoprire il secondo pianetino, Pallade, il 28 marzo 1804.

Harding scoprì il terzo, Giunone, nel 1804 e nel 1807 ancora Olbers trovò il quarto, Vesta.

Da allora le scoperte si moltiplicarono vertiginosamente: ad oggi si conoscono i parametri orbitali di circa 100.000 pianetini e si ritiene che ne esistano almeno un milione.

Si tratta probabilmente dei resti dell'antica formazione dei pianeti, i planetesimi, posti principalmente fra Marte e Giove, ma lo, che non riuscirono a condensarsi per formare un vero pianeta a causa del disturbo gravitazionale del vicino Giove.

Oltre alla fascia principale degli asteroidi, posta fra Marte e Giove, ne esiste un'altra, più esterna, la "cintura di Edgeworth-Kuiper", posta principalmente all'esterno di Nettuno. Qui l'aggregazione dei planetesimi di roccia e ghiaccio in pianeti più grandi, aventi diametri dell'ordine di 1000 km, e poi in veri pianeti, fu troncata prematuramente perché essi furono espulsi all'esterno della cintura, lasciando fra gli oggetti più grandi solo Plutone, Caronte ed il grande satellite di Nettuno, Tritone e, ad un ordine di grandezza inferiore, migliaia di piccoli pianeti ghiacciati, una cinquantina dei quali, con diametri tra 100 e 400 km, sono stati scoperti di recente.

Lo studio scientifico degli asteroidi coinvolge solitamente attrezzature molto complesse ed onerose; la disponibilità delle camere CCD ha però permesso di effettuare vera e propria ricerca, suffragata anche da scoperte di nuovi oggetti, impiegando telescopio con diametri dell'ordine dei 20-25 cm. La complessità delle osservazioni è insita nella corretta pianificazione in quanto la fase di ripresa e di riduzione dei dati non presenta grosse difficoltà (sempre nel caso di tecnica osservativa con CCD).

La Sezione Asteroidi UAI ha attivi i seguenti programmi di ricerca: astrometria e fotometria CCD. Le osservazioni astrometriche eseguite con camera CCD vengono inviate al Minor Planet Center per il calcolo delle orbite degli oggetti osservati.

Le osservazioni fotometriche sono molto impegnative e permettono di determinare diverse caratteristiche fisiche degli oggetti osservati come la forma dell'oggetto ed alcune caratteristiche superficiali.

Fonte: Google. Risultato della ricerca di immagini per http://www.webalice.it/maggioantonio2/ricerche/apophis/asteroidi1.jpg

La Nasa cerca astronauta-salvamondo:

Il pericolo è costituito dall'asteroide Apophis, che nel 2036 potrebbe colpire la Terra nel giorno di Pasqua

CAPE CANAVERAL (Usa) - Non sarà uno dei film che rimarrà nella storia del cinema, ma probabilmente la pellicola fantascientifica «Armageddon» sarà ricordata come quella che ha ispirato la Nasa in un progetto destinato alla salvezza della Terra. Da alcuni anni infatti l'incubo degli scienziati di Cape Canaveral si chiama Apophis ed è l'asteroide che nel 2036 potrebbe schiantarsi sulla Terra provocando una terribile catastrofe, simile a quella che milioni anni fa avrebbe portato all'estinzione dei dinosauri.

PROGETTO - Per salvare la Terra, la Nasa sta progettando un piano che ricorda molto quello raccontato nel film che aveva come protagonista Bruce Willis: il centro scientifico ha intenzione di far sbarcare sull'asteroide, o nelle vicinanze, un astronauta per disintegrare o deviare la traiettoria dell'asteroide. La missione sembra proibitiva, perché al di là delle incredibili difficoltà nel raggiungere Apophis, essa è molto pericolosa: come Bruce Willis l'eventuale «salvatore della Terra» rischierebbe seriamente di rimanere ucciso nella missione.

SCIENZIATI - Chris McKay, scienziato della Johnson Space Centre della Nasa a Houston, intervistato dal sito Space.com ha detto: «Sono state dette già troppe cose su questo eventuale astronauta che avrebbe l'incarico di avvicinarsi all'asteroide. Bisogna studiare tutte le possibilità e vedere se veramente è possibile spedire una persona dove si trova l'asteroide e se ci sono possibilità reali che questo possa essere distrutto».

CIFRE - Le cifre presentate dagli scienziati sono preoccupanti: un asteroide di appena un 1 km di diametro che colpisse la Terra potrebbe generare un'esplosione pari a una bomba atomica di 50 mila megatoni. Si potrebbe provare a distruggerlo con una testata nucleare, ma probabilmente sarebbe inutile perché l'esplosione potrebbe produrre migliaia di piccoli asteroidi che non muterebbero la loro traiettoria, ma avrebbero il tempo di riformare la grande massa e provocare le stesse catastrofi. Secondo gli scienziati la migliore soluzione per evitare il peggio sarebbe deviare l'orbita dell'asteroide.

MISSIONE - «Una missione umana potrebbe portare buoni frutti», dice McKay. «Prima della missione si dovrebbero fare numerose prove per essere certi dei risultati». C'è chi addirittura vede nel progetto un modo per accelerare le conoscenze spaziali e ridare vigore alle scoperte scientifiche: «La missione-asteroide ci potrebbe far conoscere i segreti più profondi dello spazio», dice Tom Jones, ex astronauta. Dobbiamo accelerare lo sviluppo e le conoscenze e ridare importanza alle missioni spaziali».



Fonte: Google. Risultato della ricerca di immagini per http://www.webalice.it/maggioantonio2/ricerche/apophis/asteroidi1.jpg
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Flavio Scolari
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