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| Il cielo come ben sappiamo può essere osservato attraverso tutto lo spettro elettromagnetico, più comunemente un corpo celeste che emette una maggior quantità di energia termica, più questo emetterà radiazione elettromagnetica ad alta frequenza, ossia con una lunghezza d'onda più corta. Si parte dalle onde radio generalmente emesse da corpi o spazi molto freddi aventi temperature vicine allo 0°K nel cosmo come: lo spazio intergalattico, polveri interstellari e polveri molecolari. Altre sorgenti nella banda radio sono quelle sorgenti non termiche, ossia quelle a qui lo spettro non è associato a fattori termici come il caso delle Pulsar o dei centri galattici. Questo tipo di frequenza la di riscontra nell'ordine dei HZ/KHZ. Salendo di frequenza, nell'ordine dei MHZ/GHZ troviamo le microonde, con queste lunghezze d'onda si può ammirare ciô che si pensa sia il "rimbombo" del BIG BAN che riecheggia ancora oggi in tutto il cosmo, infatti il cosmo si presenta quasi unifornemente visibile alle microonde. Si crede che un tempo l'universo molto più piccolo avesse una radiazione di fondo a frequenze nettamente superiori rispetto a quelle odierne, poi con il passare del tempo l'espansione dell'universo e dunque con il suo raffreddamento la radiazione cosmica di fondo si sia gradualmente abbassata di frequenza, tutt'oggi misurabile alle microonde. Continuando a salire di frequenza troviamo la luce infrarossa (inferiore ai 10 THZ), anche noi come per l'ambiente che ci circonda emettiamo radiazione infrarossa, ecco perche i gazzi vedono bene anche di notte, poichè vedono con frequeze luminose leggermente inferiori alle nostre, riuscendo così a vedere anche a queste lunghezze d'onda. A occhio umano invece appare ancora invisibile poichè aventi una lunghezza d'onda ancora troppo lunga, ma con appositi rilevatori si possono osservare fenomeni piuttosto interessanti nel cosmo: come ad esempio le formazioni stellari generalmente avvolte da una nube calda in qui prendono vita giovani stelle, generalmente al confine esterno delle galassie (via latea compresa) oppure in presenza di una supernova. Con queste lunghezze d'onda possiamo pure osservare "ibridi" di stelle-pianeti, stiamo parlando delle stelle nano brune: aventi dimensioni simili a quelle Gioviane (leggermente superiori), non abbastanza calde per emettere luce visibile ma abbastanza per emettere all'infrarosso. Le stelle nano brune hanno caratteristiche ad esempio all'interno della loro atmosfera che possono far ricordare un pianeta molto grande come Giove mentre allo stesso tempo hanno pure caratteristiche fisiche di stella, ecco perchè vengono anche chiamate "stelle ibride". http://www.spacetelescope.org/images.../heic0601a.jpg Infine si possono osservare stelle rosse appunto visibili anche alla luce rossa (superiore ai 10/30THZ) si tratta di stelle aventi una temperatura interna di circa 8000°C, dunque inferiore a quella del nostro sole (stella gialla) avente una temperatura interna di circa 15000°C, che a sua volta è più freddo di una stella azzurra avente una temperatura interna di circa 33000°C. Il nostro sole resta comunque visibile, anche se in minor misura, alla luce înfrarossa e ultravioletta, mentre una stella azzurra molto più calda appare molto più brillante alla luce ultraviolette (superiore ai 300 THZ), contrariamente alla luce infrarossa appare molto più fievole. Inoltre anche nel caso della luce ultravioletta si riscontrano importanti fonti indotte da fattori di natura non termica, come ad esempio le magnetosfere planetarie che intrappolano particelle estremamente energetiche di origine stellare o galattica (vedete dal link una foto agli ultravioletti della nostra magnerosfera). http://www.solarstorms.org/Pictures/plasmasphere.jpg A frequenze ancora superiori appaiono particolarmente luminosi i corpi aventi grandissime energie termiche, le principali fonti di raggi x (X Ray) sono i centri galattici, i buchi neri e le radiogalassie (stelle molto compatte e dense aventi energia di un intera galassia), qui si arriva nell'ordine dei 3x10(17)HZ. Come potete vedere dal link, anche il nostro sole emette ancora una certa luminositâ a raggi x, anche se molto fievolmente. Queste frequenze vengono usate anche per la radioscopia, create artificialmente, in quanto questa lunghezza d'onda viene assorbita dai tessuti, mentre riflessa dai metalli e dalle ossa. Salendo nell'ordine dei 3x10(19)HZ (lunghzza d'onda di 1/1000 nanometro) si arriva a parlare di raggi gamma/luce gamma, prodotta dai fenomeni più violenti che si conoscano in nature, ossia delle esplosioni di supernove. Pur avvenendo a milioni di anni luce di distanza dalla terra, sarebbero in grado di trasformare la notte in giorno per alcuni secondi o minuti se i nostri occhi riuscissero a percepire frequenze così elevate. ![]() Come potete constatare dalla foto (qui sopra) un intenso lampo gamma (Gamma Ray Burst) non avviene uniformemente in tutte le direzioni, ma bensì lungo due potenti fasci luminosi, infatti i nostri satelliti riescono a vedere solo quelli che proiettano il fascio luminoso verso la nostra cordinata spaziale, è proprio per questo che si pensa che di questi fenomeni ve ne possano essere ben di più d quelli che riusciamo a rilevare con i satelliti dallo spazio, dato che l'atmosfera è opaca anche a questo tipo di radiazioni. ![]() Ma realmente quali sono le radiazioni dannose al uomo e all'ambiente? Spesso si parlava di onde radio in grado di creare tumori poiche producono radioattivitâ, oggigiorno è noto che le radiazioni elettromagnetiche radioattive partono dalla luce ultravioletta (stadio intermedio B) in su: Radiazioni non radioattive: Radio/microonde/infrarossa/luminosa/primo stadio della luce ultravioletta (A). Le lunghezze d'onda sono abbastanza lunghe e tali da non creare fissione nucleare (radioattività). Radiazioni radioattive: stadio intermedio e stadio terziario della luce ultravioletta (B/C)/raggi x/raggi gamma. Le lunghezze d'onda sono abbastanza corte (inferiori ai 10 nanometri) da creare processi di fisssione nucleare (radioattività). Fortunatamente queste gamme di frequenza vengono assorbite dalla nostra atmosfera rimanendone opaca. In questa immagine noterete con quale andamento la nostra atmosfera assorbe o lascia passare la radiazione elettromagnetica. ![]() Le radiazioni assorbite dalla nostra atmosfera, dunque quei fenomeni fonti di radiazioni radioattive possono essere osservate solo dallo spazio, tramite i satelliti, mentre le radiazioni non assorbite dall'atmosfera possono essere osservate da terra. Dunque il cosmo appare con molteplici forme luminose e nella maggior parte dei casi la lunghezza d'onda è direttamente proporzionale alla termperatura rilasciata dal fenomeno celeste, dunque alla sua energia sprigionata nello spazio. Un a tutti.Ultima modifica di Scolari : 22-05-2008 alle ore 17.59.17. |
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| Grazie mille, anche se rileggendo la mia tesi mi sono accorto di aver scritto una cosa non molto corretta, ci tenevo a correggermi. Per quanto riguarda la radiazione elettromagnetica avente una lunghezza inferiore ai 10 nanometri si parla più correttamente di frequenze ionizzanti (non radioattive) in quanto sono in grado di strappare elettromi agli atomi ndoli di conseguenza elettricamente carichi molto più semplicemente.Ad avere un legame più stretto con la radioattività sono i raggi o particelle Alfa: particelle corpuscolari altamente ionizzante e con basso potere penetrante. Consistoni in due protoni e due neutroni legati assieme da forza forte, generalmente queste radiazioni vengono emesse da nuclei radioattivi (es. Uranio) durante il processo di decadimento Beta, l'eccesso di energia sprigiona radiazione elettromagnetica a frequenze Gamma. ![]() Raggi o radiazione Beta: è una forma di radiazione altamente ionizzante (come i raggi Gamma) emessa dai nuclei radioattivi. Secondariamente questa radiazione si trasforma in particella (elettrone o positrone) ad alta energia espulsi da un nucleo atomico durante un processo noto come decadimento Beta. ![]() Ma realmente un'onda elettromagnetica da quale processo fisico prende forma? Come ben sappiamo ogni atomo è composto da un nucleo contenente un certo numero di neutroni (neutri) e protoni ( ti positivamente/+) e un certo numero di elettroni ( ti negativamente -) corrispondente al numero di protoni se l'atomo è allo stato neutro.Se perderâ anche un solo elettrone l'atomo si elettricamente (catione/+), mentre se acquista anche un solo elettrone l'atomo si elettricamente (anione/-).Ogni elettrone orbita attorno al suo nucleo come i pianeti del sistema solare orbitano attorno al suo sole, tali orbite sono poste a varie distanze (microscopiche) dal loro nucleo e ogniuna di queste orbite equivale ad un piano energetico. Più un orbita è distante dal suo nucleo, più la particella avrà una maggior energia e viceversa. Quando un elettrone viene colpito da un fotone, dunque da una fonte energetica, aumenta di energia salendo dunque di un piano energetico, viceversa quando un elettrone perde energia diminuendo così di un piano energetico, libera un fotone per eccesso di energia. ![]() Le onde radio non agiscono direttamente a distanze cosi microscopiche, ciò dovuto sopratutto alle grandi lunghezze d'onda, anche se esiste una banda ristretta di onde radio in grado di agire debolmente a livello elettromagnetico sulle particelle, dunque avente un debole potenziale ionizzante sulle particelle. Generalmente comunque non provocano danni all'ambiente se non per il fatto che vi sono persone sensibili all'Elettrosmog dati da lunghezze d'onda che normalmente la nostra atmosfera assorbe, provocando in esse mal di testa o insonnia. Le onde infrarosse e luminose invece agiscono più direttamente a livello microscopico ma in maniera benefica, in quanto in grado di dare energia agli elettroni senza strapparli ai propri atomi, sono lunghezze d'onda benefiche per l'uomo e per l'ambiente in generale Mentre per quando riguarda le onde UV, i raggi X e i raggi Gamma sono tutte frequenze altamente ionizzanti, agiscono a livello microscopico dando eccessive quantita energetiche agli elettroni, che sfuggono così ai loro nuclei ndo in questo modo l'atomo elettricamente.Queste grandi frequeze elettromagnetiche sono spesso associate alla presenza di radioattività e accompagnate spesso da raggi Alfa e Beta (descritti brevemente sopra). Interessante notare come anche queste dimensioni microscopiche racchiudano una sorta di mini universo a se stante. Saluti a tutti e buon Week End, ciao ciao! Ultima modifica di Scolari : 17-03-2008 alle ore 22.19.56. |
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| Ma che differenza c'è tra la radioattività delle bombe nucleari e quella che alimenta le stelle? La radiottività che alimenta le stelle e prodotta dalla fusione nucleare, mentre quella delle bombe atomiche dalla fissione nucleare. Fusione nucleare: è un processo che alimenta le stelle, dunque anche il nostro sole, consiste nell'unione di due atomi leggeri e uno più pesante, la nuova particella prodotta dalla somma delle tre particelle reagenti avrà una massa minore con conseguente liberazione di alte energie. Affinchê una fusione nucleare avvenga le particelle devono avere una distanza abbastanza vicina da lasciare che la forza nucleare forte predomini sulla repulsione coulombiana (due cariche dello stesso segno di respingono), si tratta di distanze dell'ordine di 1:10(15) metri, inoltre l'energia neccessaria per vincere la repulsione può essere fornita solo portando le particelle ad altissime temperature e ad altissime densità. I processi di fissione nucleare: è una reazione nucleare in cui atomi pesanti come Uranio (N.atomico 235) o il plutonio (N.atomico 239) vengono divisi in frammenti liberando grandi quantità di energia. Questi processi vengono utilizzati sulla terra per la produzione di bombe A (bombe atomiche) o per la produzione di reattori nucleari. Il nucleo solare e delle stelle: In natura non esiste un processo di fissione a se stante, infatti ciò che alimenta le stelle sono più correttamente una combinazione di fissioni e fusioni nucleari, in grado di produrre energie termiche così importanti. Vi sono diversi generi di stelle, quali: Le nane brune: piccolissime stelle poco più grandi di Giove, invisibili a occhio nudo poichè troppo fredde per emettere nel visibile, visibile invece agli infrarossi. Le nane rossa: stelle piccole, molto più piccole del nostro sole ma più grandi di Giove, aventi una temperatura superficiale inferiore ai 3500°C. Emettono un decimillesimo di luce visibile a occhio nudo rispetto al sole, mentre appaiono molto luminose all'infrarosso. Questo tipo di stella è il più comune nell'universo, solo all'interno della nostra Via Latea costituiscono oltre il 67% di tutte le stelle presenti. Le supergiganti rosse: stelle enormi aventi densità 50 volte superiori a quelle del nostro sole, con una massa 1000 volte superiori a quella solare. A causa della loro massa consumano grandi quantità energetiche in breve tempo, infati consumano il loro carburante in pochi milioni di anni, esplodendo poi in supernove. Anche il sole quando incomincerà a "Muorire" diverra una gigante rossa, tendenzialmente più fredda, ma enorme e molto più luminosa (nel visibile) di un milione di volte superiore a quella del nostro sole attuale. Stelle gialle: sono stelle medie, aventi una temperature interna del nucleo di 15 milioni di gradi centigradi e una temperatura superficiale di 5500°C. Mediamente calde e grandi dunque, come il nostro sole insomma. Stelle nano azzurre: presenti anche dopo l'esplosione di una supernova. Si tratta di stelle dalle dimensioni leggermente superiori a quelle di Giove, aventi una temperatura interna di circa 33 milioni di gradi centigradi. Stelle supergiganti: sono stelle enormi dalle dimensioni di una supergigante rossa circa, aventi una temperatura interna anche in questo caso vicina ai 33 milioni di gradi centigradi. Esiste comunque una classificazione completa delle stelle, classificate per temperatura: O: 30000-60000°K stelle blu B: 10000-30000°k stelle blu-bianche A: 7500-10000°K stelle bianche F: 6000-7500°K stelle giallo-bianche G: 5000-6000°K stelle gialle (come il nostro sole) K: 3500-5000°K stelle gialle-arancio M: <3500°K stelle rosse Oltre ad essere classificate per dimensione: http://upload.wikimedia.org/wikipedi...sification.png In inglese è stata formulata una frase per ricordare facilmente questa scala: "Oh Be A Fine Girl Kiss Me" (Oh, sii una ragazza gentile, baciami) anche se in fine furono agguinte 3 classi (qui non rappresentate): N, R e S riguardanti stelle sempre più rosse e fredde, dunque l'ordine completo oggigiorno si presenta così: O/B/A/F/G/K/M/N/R/S in ordine di temperatura dalla più elevata alla più bassa e in ordine di dimensione dalla maggiore alla minore. Impressionante osservandole in cielo le stelle potrebbero sembrare insignificanti puntini luminosi, mentre in realtà si tratta di una complessità non indifferente di meccanismi altamente energetici che si dissociano l'una dall'altra secondo precisi criteri fisici. ![]() Ultima modifica di Scolari : 16-03-2008 alle ore 18.17.24. |
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| Una stella nano buna fa dunque parte dell'ultima casse sia per dimensione che per temperatura (classificate come stelle S/S). Il nome stesso oltre a rispecchiare le sue esigue dimensioni, rende attenti come questo tipo di stella si presenta "oscura" alla luce visibile a occhio nudo, malgrado sia visibile all'infrarosso. Come già detto si tratta di stelle aventi proprietà fisiche di una stella, ma sotto altri aspetti ha caratteristiche di un pianeta, come ad esempio per la sua atmosfera. Si crede che all'interno della sua atmosfera densissima (di alcune nano brune) vi possano essere nubi composte da berro fuso che darebbero luogo a precipitazioni dunque di ferro o metalli fusi con temperature vicine ai 1000°C e venti di velocitâ notevoli, anche vicini ai 2000 km/h. Se confrontate con una stella ci si può subito rendere conto quanto benchè possa sembrare "infernale" non sia nulla rispetto ad una atmosfera tipicamente stallare, come quella del sole ad esempio: La fotosfera costituisce la sua superficie, a occhio nudo appare liscia, mentre con un potente telescopio munito di speciali filtri si può notare che in realtà la sua superficie appare granulosa, con grumi di circa 700 km di altezza, in questa superficie la materia sale nei grumi e ridiscende nelle zone circostanti a velocità di 1-2 km/s. Ciascun granulo ha una durata media di 5-10 minuti circa per poi decomporsi e cedere il posto ad un nuovo granulo, dando così l'idea di vedere granuli di riso in ebollizione, la temperatura qui raggiunge i 5500°C. Invece i gas solari si espandono nello spazio per distanze anche di migliaia di chilometri formando l'atmosfera solare che diviene sempre più rarefatta man mano che si procede verso l'esterno. La sua atmosfera si divide in due regioni: Cromosfera: chiamata così proprio per il suo colore rosso vivo dovuto alla composizione prevalentemente di idrogeno, è lo strato gassoso che sovrasta la fotosfera fino ad un'altezza di 15000 km, visibile nel corso di un'eclisse solare o in assenza di essa con particolari strumenti detti cronografi. Osservata con telescopi a grande ingrandimento la parte bassa della cronosfera appare costituita da innumerevoli lungue di fuoco ondeggianti, al punto da rendere l'inpressione di osservare un'intera prateria in fiamme che si estendono verso l'alto per circa 7000 km. Nella parte bassa la sua temperatura arriva a circa 6000°C, ma a partire dai 500 km in su la temperatura incomincia ad aumentare ragguingendo alcuni milioni di gradi centigradi nella parte alta della cronosfera. La corona: si estende oltre la cronosfera per milioni di chilometri ed è costituita da un gas estremamente rarefatto, questo spiega perche appare invisibile in normali circostanze, mentre durante un eclisse appare in tutto il suo splendore. Qui la temperatura resta di qualche milione di gradi centigradi comportando così un altissimo grado di ionizzazone del gas (PLASMA) che divengono subito soggetti ai forti campi magnetici solari, terrestri (magnetosfera) e associati alle macchie solari durante le fasi attive. nei periodi di forte attivitâ solare la corona diviene sede di protuberanze, si tratta di enormi eruzioni solari, lingue di fuoco che si estendono anche per centinaia di migliaia di chilometri nello spazio aventi una larghezza di circa 10000 km, la loro parte inferiore si confonde con la cronosfera. Nonostante la sua espansione della corona sia continua la sua densità resta costante nel suo insieme da un flusso continuo di elettroni e protoni che danno luogo al vento solare, che a sua volta si espande nello spazio interstellare a velocitâ comprese tra i 300 km/s e i 900 Km/s (in relazione con l'attivitâ solare). Quella del sole è dunque un atmosfera infuocata, uno spettacolo veramente terrificante come si suol dire dalle mie perti!! Saluti a tutti, ciao ciao!! |
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| La fonte di ricerca è quella di: Pagina principale - Wikipedia Ultima modifica di Scolari : 17-03-2008 alle ore 23.45.25. |
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| Inanzitutto una stella di neutroni, è una forma di stella ancora più complessa di una nana bianca. In questi corpi, la pressione è tale da vincere la repulsione elettrica tra elettroni e neutroni: essi vengono spinti uno contro l'altro per formare dei netroni. Nella materia normale è questa repulsione che frena la compressione, ma, in mancanza della repulsione elettrica, la materia può venir compressa fino a 100milioni di tonnellate per centimetro cubo. Le stelle di neutroni usualmente hanno un diametro compreso tra dieci e venti chilometri, eppure hanno una massa maggiore di quella del Sole. Esse generano immensi campi magnetici e ruotano su se stesse rapidamente, generando così degli impulsi radio che spazzano il cielo lungo una linea come il fascio luminoso di un faro. Talvolta questi fasci intercettano la Terra, e noi vediamo una pulsar. ![]() Rappresentazione pittorica d'un sistema binario con una stella gigante rossa alla quale una stella di neutroni compagna "strappa" materia dagli strati superficiali. Questa materia, spiraleggiando intorno alla stella collassata, la quale ha un diametro approssimativo d'una decina di chilometri, crea turbolenze e attrito, che fanno perdere energia gravitazionale alla materia in rotazione. Questa precipita lungo un percorso a spirale sino sulla superficie della stella di neutroni (che può essere nella fase di pulsar). Come si vede nel disegno, la stella gigante rossa è deformata dalla forza gravitazionale esercitata dalla compagna compatta. Ingrandendo la parte del disegno centrata sulla stella a destra, vedrete che la materia del disco d'accrescimento "precipita" sulla stella di neutroni in rotazione lungo il piano equatoriale. La materia in eccesso viene espulsa lungo un cono con asse di simmetria centrato su ciascuno dei poli della "stella degenerata", cio è con materiale così fortemente compressa da trasformare i protoni e elettroni ( ti elettricamente) in neutroni (neutri elettricamente). La materia espulsa lungo il doppio cono, viaggia ad altissima velocità, spesso prossima alla velocità della luce nel vuoto "c". Quando la materia (idrogeno) che precipita sulla stella di neutroni, raggiunge uno spessore compreso tra i 5 e i 10 metri, la fortissima pressione esercitata su questo gas dalla stella collassata ne provoca l'accensione termonucleare, facendo fondere 4 atomi di idrogeno in uno di elio e producendo energia in eccesso. L'energia prodotta sulla superficie della stella di neutroni è così tanta che si verifica uno scoppio colossale, il quale dura solitamente da alcuni secondi ad alcuni minuti, durante i quali la luminosità della stella di neutroni aumenta tanto (si verifica una condizione di "stella nova"). Essendo la situazione ripresentabile dopo un certo lasso di tempo, la stella di neutroni sarà una "nova ricorrente". Noi osserveremo l'impuso di radiazione (gamma, X, visibile o radio) solamente se il cono di radiazione elettromagnetica della pulsar "spazzerà" una regione di cielo dove si trova anche la Terra. In caso contrario, osserveremo solamente la stella di neutroni col disco d'accrescimento che ruota con la gigante rossa attorno al comune centro di massa. Diana Berry Homepage of C.AS.T. - Circolo AStrofili Talmassons
__________________ Flavio Scolari Ultima modifica di Scolari : 17-03-2008 alle ore 22.20.20. |
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| Una stella iperveloce (in inglese hypervelocity star, lista di catalogo HVS) è una stella con una velocità orbitale superiore a quella delle stelle runaway, superiore persino alla velocità necessaria per sfuggire all'attrazione gravitazionale della galassia; per tale motivo è anche detta stella esule. Le normali stelle della galassia hanno velocità dell'ordine dei 100 km/s, mentre le stelle iperveloci (soprattutto nei pressi centro della Via Lattea, dove la gran parte di esse ha origine), hanno velocità dell'ordine di 1000 km/s o superiori. Le stelle iperveloci furono teorizzate nel 1988 da J. Hills; attualmete ne sono conosciute nove, una delle quali, scoperta da H. Edelmann et al., apparteneva presumibilmente alla Grande Nube di Magellano. La prima stella iperveloce fu scoperta da Warren Brown e dall'équipe dell' Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics nel 2005, che, nel corso del 2006 e del 2007, scoprirono altri esemplari di questa classe di oggetti. Tutte le stelle di questo tipo sin'ora scoperte sono poste ad oltre 50 kpc di distanza, senza vincoli gravitazionali con la galassia. Si ritiene che nella Via Lattea vi siano almeno 1000 stelle iperveloci, ma, considerando che la nostra galassia contiene almeno 100 miliardi di stelle, si tratta di una frazione esigua. Si ritiene che le stelle iperveloci si formino dall'incontro ravvicinato tra le stelle binarie ed il buco nero supermassiccio posto all'interno del nucleo galattico: una delle due componenti viene catturata dal buco nero, l'altra viene espulsa ad alta velocità. È necessario precisare che con catturata non si intende fagocitata, poiché la probabilità che la compagna della stella iperveloce precipiti all'interno del buco nero è minima, se non quasi del tutto nulla. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Le stelle iperveloci conosciute sono stelle di sequenza principale con masse poche volte quella del Sole. Tuttavia sono state scoperte alcune stelle di neutroni che viaggiano nello spazio a simili velocità, ma tali velocità non hanno niente a che vedere coi meccanismi di espulsione all'origine delle stelle iperveloci. Le stelle di neutroni sono il risultato delle esplosioni delle supernovae, e le loro estreme velocità derivano molto presumibilmente da un'esplosione di supernova asimettrica. Si ritiene che l'alta velocità (circa 5 milioni di chilometri orari) della pulsar RX J0822-4300, misurata dal Chandra X-ray Observatory si sia originata in questo modo. ![]() Puppis A è un resto di supernova la cui pulsar (RX j10822-4300) viaggia ad una velocità di circa 5 milioni di chilometri orari. Fonte di ricerca: Pagina principale - Wikipedia
__________________ Flavio Scolari Ultima modifica di Scolari : 18-03-2008 alle ore 22.15.31. |
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| Questa interessante immagine illustra i 4 generi di nane bune: ![]() Ebbene dall'immagine potete ben paragonare le dimensioni Gioviane con altri 3 generi di nano brune, Giove potrebbe in linea di massima essere considerato una nano bruna in rapporto alla grandezza, ma a non renderlo una proto stella a tutti gli effetti, sono le condizioni termiche del pianeta: per certi versi considerato semi-stella. Le nane brune sono difficili da trovare, emettendo la maggior parte della loro radiazione negli infrarossi, questo perché sono sotto il limite stellare di 0.08 masse-solari, e non riescono ad innestare il processo di fusione stellare. Invece, esse emettono radiazione lasciata oltre la loro formazione. Durante il breve intervallo di vita di una nana bruna, più sono giovani, più appaiono luminose. Così abbiamo più possibilità di scoprire nane brune che si sono già formate. Come invecchiano, cominciano ad apparire come Giove,a differenza solo di una massa molto più grande. In generale, ci si aspetta che la luminosità di una nana bruna possa essere all’incirca un centunmillesimo di volte di quella del Sole. Le sue caratteristiche spettrali sono diverse da quelle delle stelle più fredde, mostrando inusualmente una linea di assorbimento del litio,elemento a breve vita. ![]() Scoperte delle nano brune: La nana bruna più conosciuta, e che possiamo vedere attraverso il limite terrestre tramite un telescopio da 60-inch (1.5m), è Gliese 229B scoperta nel 1995. Questo è un sistema binario con la nana rossa a massa-bassa Gliese 229B, ad una distanza di soli 19 anni-luce dal Sole. separazione tra la nana bruna e la sua stella compagnia è pari circa alla stessa di quella tra il Sole e Plutone. La sua luminosità è quasi un decimo della stella più brillante. Il suo spettro presenta una forte presenza di metano e vapor acqueo. Il metano potrebbe non esistere se la temperatura superficiale fosse sotto i 1500K. Gli astronomi considerano che abbia una temperatura pari a circa 900K (confrontando con Giove che ne ha 900K), la sua massa tra le 20 e 55 masse di Giove, e l’età del sistema binario tra 1 e 5 milioni di anni. Ha una foschia come uno smog che giace in profondità nella sua atmosfera, che la fa essenzialmente più luminosa nel visibile che in altre bande di osservazione. E’ possibile che luce ultravioletta dalla sua stella compagna cambi le proprie proprietà atmosferiche da quelle di un’isolata nane brune, come KELU-1. L’immagine soprastante mostra 3 nane brune confrontate con Giove, il Sole e la nana rossa Gliese A. Nota le temperature molto più alte di queste nane brune confrontate a quelle di Giove. Così le nane brune emettono luce visibile, benchè debolmente, ma è fresca abbastanza da trattenere atmosfera come un pianeta! Stelle e pianeti non così a lungo appaiono essere così interamente entità differenti. Immagina di vivere su una luna di una nana bruna: la stella oscura emetterebbe luce rossa e calore, ancora assomiglierebbe a giove riguardo all’estensione e la consistenza atmosferica. Quasi come Giove in fiamme, forse! La tua luna non sarebbe solo riscaldata dall’intensa radiazione infrarossa della nana bruna, ma anche dai suoi effetti mareali (come Io e Europa sono scaldati dall’altrimenti fredda Giove), e dal suo ambiente a luce rossa. Scoperti pianeti orbitanti attorno ad una nana bruna: Nuovi Scienziati hanno riportato una rimarchevole scoperta circa la formazione di un sistema planetario attorno ad una piccola Nana Bruna. Perché il bagliore della Nana Bruna è così molto più piccolo di quello di stelle “regolari” che fu possibile immaginare direttamente il materiale in un disco attorno ad esso. Qualcuno di questo materiale ammucchiato indica la formazione di pianeti. E’ stato pensato che la massa totale del sistema protoplanetario orbitante una Nana Bruna sarebbe equivalente a circa il 10% della massa propria di una Nana. Ciò fornisce abbastanza materiale per formare pianeti come Saturno, proprio come un numero pari ai mondi terrestri. Le Nane rune in questione sono distanti circa 500 anni luce nella regione di cielo conosciuta dagli astronomi come Camaleonte !, che è conosciuta come una “nursery Stellare” (un luogo dove nascono le stelle). Il disco fu osservato dal telescopio Spitzer, apparendo relativamente luminoso nella parte infrarossa dello spettro. Il ritrovamento ha instaurato speculazioni nella comunità scientifica che i pianeti in cui c’è vita potrebbero essere scoperti attorno alle Nane Brune: La temperatura di superficie della mini nana bruna è di circa 2000°C, che significa che ogni pianeta da 1.5 a 7 milioni di chilometri di distanza potrebbe mantenere acqua liquida. Il disco probabilmente si accavalla in questo range. Non solo questo, ma scoprendo tali mondi in questi tipi di sistemi potrebbe attualmente essere più facile osservare pianeti in sistemi di stelle più classici, dove il bagliore delle stelle rende pochissimo visibile molto di quello che c’è nelle immediate vicinanze. Solo recentemente si può raffigurare un pianeta di grossa massa orbitante in torno ad una Nana Bruna. Il gruppo scientifico, guidato da Kevin Luhman dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics a Cambridge, Massachusetts, US, spera di estendere la sua ricerca anche a più piccole nane brune per vedere a che livello di grandezza minima possa essere una formazione planetaria., ma apre anche le porte ad una più urgente speculazione sulla natura di una binaria Compagna Nana Bruna nel nostro Sistema Solare, che tale oggetto dovrebbe essere scoperto in futuro. Il potenziale che la vita si possa essere sviluppata in tale sistema accresce; per lo meno, questo è il verdetto della scienza! ![]() Articolo tratto da: Nane Brune Nana Bruna
__________________ Flavio Scolari |
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