Energia nucleare nello spazio La NASA ha in progetto di utilizzarla per la propulsione delle sonde e per alimentare basi su altri pianeti.
La NASA ha proposto di spendere un miliardo di dollari nei prossimi cinque anni per sviluppare motori alimentati a energia atomica e reattori nucleari da utilizzare in avamposti su altri pianeti. Solo per il prossimo anno la spesa prevista supera i cento milioni di dollari. Un razzo dotato di un motore ionico, come quello sperimentato con successo sulla sonda Deep Space 1, alimentato dall'energia prodotta da un generatore nucleare potrebbe permettere di ridurre notevolmente i tempi dei viaggi verso altri pianeti, eliminando allo stesso tempo la dipendenza dall'energia solare. Il vantaggio di un simile motore è che permette alla sonda di accelerare in continuazione, per poi rallentare quando si avvicina al suo obiettivo. Le sonde attuali ricevono invece tutta la loro spinta all'inizio, da un razzo chimico, e poi devono affidarsi all'effetto fionda dei pianeti che incontrano lungo il loro percorso per guadagnare velocità. In questo modo il viaggio dura molti anni e i pianeti più esterni possono essere visitati solo quando si presentano allineamenti favorevoli all'utilizzo di questa tecnica. Ancora più importante è lo sviluppo di generatori in grado di rifornire di elettricità, per esempio, un laboratorio mobile, o anche una base abitata, sulla superficie di Marte. In passato la NASA ha fatto spesso affidamento sui generatori nucleari a radioisotopi per alimentare i sistemi di bordo delle sue sonde, ma ultimamente ha utilizzato quasi esclusivamente pannelli solari.
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Flavio Scolari
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