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Vecchio 24-05-2008, 23.38.32
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L’opinione pubblica è convinta che i gas e le microscopiche particelle prodotte dai motori e dalle industrie siano responsabili delle recenti variazioni climatiche. Si dimentica che tali quantità sono insignificanti se paragonate a quelle immesse nell’atmosfera da un’eruzione vulcanica. Le polveri vulcaniche sono in grado di modificare lo le proprietà fisico-chimiche dell’atmosfera ma anche di impedire ai raggi solari di raggiungere la terra e determinare un abbassamento delle temperature. Le eruzioni del Soufriere sull’isola di St. Vincent nel 1812, del Mayon nelle Filippine nel 1814 e del Tambora in Indonesia nel 1815 introdussero nell’atmosfera una tale quantità di polvere da formare un velo impenetrabile intorno al globo terrestre. Non a caso l’anno 1816 viene ricordato negli annali della meteorologia come l’anno senza estate:da maggio a settembre, una serie senza precedenti di ondate di freddo colpì soprattutto gli Stati Uniti e il Canada, causando una tardiva primavera, un’estate fredda e un precoce inverno; vi fu neve in giugno, gelate in luglio e agosto.

I danni notevoli all’agricoltura determinarono una carestia diffusa ben descritta nei diari e nelle memorie di coloro che vissero tale esperienza. Una analisi dell’archivio ultrasecolare dell’Osservatorio Meteorologico della Federico II ha evidenziato che a Napoli le estati del 1906 e 1907, che seguirono la potente eruzione del Vesuvio dell’aprile 1906, sono state più fredde di circa due gradi rispetto alle medie.
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I want to guard your dreams and visions"
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