Ecco quando sono nate le stelle:
500 milioni di anni dopo il Big Bang
Un paio d'anni fa gli studiosi hanno stabilito l'età dell’Universo: 13,7 miliardi di anni
L'Universo 380.000 anni dopo il Big Bang
MILANO -

ll'origine e i primi passi dell'Universo sono stati posti tre punti fermi che chiariscono un dibattito fin qui incerto. Il risultato è frutto di cinque anni di osservazioni del satellite WMAP (Wilkinson Microwave Anisotropy Probe) della Nasa il quale, compiendo un balzo ulteriore rispetto al predecessore satellite Cobe, valutava le differenze di temperatura del cosmo quando aveva appena 380 mila anni. Tali fluttuazioni misurate con le microonde rivelano una media di 2,725 gradi Kelvin (zero assoluto), cioè -270 gradi centigradi e "fotografano" ciò che stava nascendo. Già un paio d'anni fa l'osservatorio orbitale aveva permesso di stabilire con precisione l'età dell’Universo: 13,7 miliardi di anni e certificava l'esistenza dell'energia oscura. Allora si dava conto anche di altri aspetti fondamentali, ma era l'inizio del lavoro che ora, completato, rivela elementi nuovi.
■ Guarda la «mappa» dell'universo
■ Come è cambiata la materia dell'universo
PRIMO RISULTATO - Il primo risultato fornisce la prova che un mare di neutrini permeava l'universo. Quello che era stato chiamato "cosmic neutrino background", cioè il fondo cosmico di neutrini, esiste davvero e in origine era molto più consistente rispetto ad oggi rappresentando il 10 per cento. Il rimanente era costituito dal 12 per cento di atomi, 63 per cento dalla materia oscura e il 15 per cento dai fotoni, mentre l'energia oscura era trascurabile. Il giovanissimo universo caldo e denso era un reattore che produceva elio e le teorie di questo processo prevedevano anche una quantità di neutrini che ora è stata confermata. Dopo l'evoluzione, oggi la situazione è ben diversa e i neutrini presenti rappresentano solo l'1 per cento. Sono inoltre diminuiti gli atomi (4,6 per cento e questo è l’universo visibile) ai quali si aggiunge una materia oscura più consistente (23 per cento) mentre ha fatto l'ingresso sulla scena in epoche recenti l'energia oscura che arriva addirittura al 72 per cento.
SECONDO RISULTATO - Il secondo punto del bilancio di WMAP riguarda la prova che le prime stelle hanno iniziato a formarsi quando l'universo aveva da poco compiuto il mezzo miliardo di anni. «In passato si riteneva che ciò fosse accaduto allo scadere del miliardo di anni d'età – dice Paolo De Bernardis che ha studiato l’argomento in Antartide con dei palloni d’alta quota -. Ora la misura si è dimezzata ed è un dato importante». Il momento è fatidico perché è allora che l'universo esce dall’epoca buia.
TERZO RISULTATO - Il terzo punto, infine, precisa quel fenomeno chiamato "inflazione" e che spiega come nella prima frazione di secondo l'universo si sia rapidamente espanso e raffreddato. «Tante versioni della teoria dell’inflazione sono state finalmente eliminate - nota Charles Bennett della Johns Hopkins University di Baltimora – grazie ai dati solidi di cui ora disponiamo». «Il bilancio è interessante ma non conclusivo – nota De Bernardis – La conferma ad esempio della nucleosintesi nelle prime epoche è di grande valore perché è la stessa che conosciamo oggi e che governa le reazioni nucleari. Ma il passo ulteriore si compirà con il satellite Planck che l’agenzia spaziale europea ESA lancerà prima della fine dell'anno. Allora aspettiamoci altre, straordinarie scoperte sulle nostre origini».
Giovanni Caprara
12 marzo 2008
Corriere.it