Si diceva poc'anzi che mentre si possono osservare meteore in ogni notte, provenienti da ogni direzione (le cosiddette meteore sporadiche), ci sono particolari notti dell'anno in cui il numero di "stelle cadenti" può aumentare di molte volte rispetto al valor medio e in cui esse appaiono uscire da una piccola area di cielo. Si dice allora che si osserva una pioggia di meteore.
La pioggia delle Perseidi (la notte di San Lorenzo o le notti successive) è la più famosa, anche per la stagione propizia. Non necessariamente il fenomeno si ripete identico ogni anno, dipende dalla combinazione della posizione della Terra nella sua orbita, dal periodo della cometa e dalle perturbazioni gravitazionali dei grandi pianeti (in particolare di Giove) sulle particelle. Ad es. per le Leonidi si ha un massimo principale (detto addirittura tempesta) ogni 33 anni.
Ma non si dimentichi che l'intensità della pioggia meteoritica ha sempre natura statistica: magari ci si aspetta una forte pioggia ma poi non la si osserva, come ad es. avvenne sempre per le Leonidi, intensissime nel 1833 e 1966, ma abbastanza deludenti nel 1965 e nel 1998. Puó succedere ad es. che la massima frequenza avvenga in una data località in ore diurne e quindi non visibile, oppure che la Terra "manchi" seppur di poco la nube di frammenti cosmici. Si noti poi che la cometa di Halley compare due volte nella tabella 1, per le particolari caratteristiche della sua orbita. E infine c'è una qualche evidenza che

lo le comete, ma anche l'asteroide Phaeton sia accompagnato da uno sciame di detriti.
Effetto radiante:
Dobbiamo a Giovanni Schiaparelli, astronomo della seconda meta’ del 1800 citato di solito per la descrizione di "canali" su Marte, una serie di profonde considerazioni sulla origine delle piogge di meteore, con la dimostrazione decisiva della associazione con una particolare cometa. Si supponga infatti che la Terra attraversi uno sciame di particelle perdute da una data cometa e disperse nel piano della sua orbita; le particelle saranno tutte in orbite tra loro praticamente parallele: le stelle cadenti appariranno provenire da un unico punto del cielo, detto radiante, che si proietta in una data costellazione che dà il nome allo sciame.
Chiariamo questi punti per non lasciare confusione; immaginiamo di essere nella notte del 12 agosto: osserveremo, soprattutto verso la mezzanotte, tante scie luminose che solcano il firmamento in direzioni più o meno casuali. Se però con attenzione tracceremo all'indietro le scie, troveremo che le meteore sembrano uscire da un'area molto ristretta del cielo, appunto il radiante, situata nella costellazione del Perseo (che alle latitudini del Veneto si osserva in quella data alta nel cielo). Beninteso, le stelle della costellazione del Perseo non hanno niente a che vedere con le meteore, forniscono solamente un utile punto di riferimento sulla volta celeste.
Schiaparelli arguí correttamente che in quella data la Terra attraversa la materia solida lasciata da una cometa nel suo piano orbitale. Pertanto la conoscenza delle coordinate del radiante dà modo di risalire (quasi sempre) alla cometa responsabile della pioggia.
Si capisce da qui anche la natura statistica del fenomeno, la materia lasciata dalla cometa sarà raggruppata in condensazioni piú o meno estese e soggette a varie perturbazioni, per cui ogni attraversamento sarà diverso da quello dell'anno precedente. Schiaparelli spiegó anche che si osservano di solito più meteore dopo la mezzanotte perchè l'osservatore è rivolto nella direzione di avanzamento terrestre e l'energia dei meteoroidi aumenta considerevolmente.
Ovviamente se la Terra attraversa la materia cometaria, lo stesso farà la Luna. Proprio il nostro gruppo di ricerca ha ottenuto recentemente la prima evidenza che dal suolo lunare si sprigionano nubi di gas (in particolare Sodio) in congiunzione con alcune piogge.
Ricordiamo infine che la bassissima temperatura dell'interno cometario da un lato, e le modeste dimensioni dall'altro, fanno s` che il materiale cometario non possa avere subito significative alterazioni dal tempo della sua formazione.
In conclusione, le comete sono una delle sorgenti, e forse la principale, della polvere interplanetaria, delle piogge meteoriche e dei micrometeoroidi raccolti nella stratosfera. Da esse potrebbe provenire anche una frazione di meteoriti condritiche, soprattutto di quelle di piccole dimensioni, anche se finora non ve ne sono di documentate. Certamente le comete

no la principale sorgente delle meteore sporadiche e delle meteoriti raccolte al suolo, come vedremo nel prossimo paragrafo parlando di asteroidi.
Fonte:
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