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Vecchio 04-05-2008, 22.47.11
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Predefinito Stella più luminosa della via latea: Eta Carinae

Eta Carinae (η Carinae) è una stella molto massiccia (100-150 volte più del Sole) e molto luminosa (4 milioni di volte più del Sole), nella costellazione della Carena (ascensione retta 10h 45.1 m, declinazione -59°41m). La stella è circondata da una nebulosa grande e luminosa, conosciuta come Nebulosa di Eta Carinae, o Nebulosa Buco della Chiave, o NGC 3372.

Un aspetto molto peculiare di Eta Carinae è la sua luminosità variabile; infatti la stella è annoverata tra le variabili del tipo S Doradus. Quando fu catalogata per la prima volta nel 1677 da Edmond Halley, era di quarta magnitudine. Negli anni successivi divenne più luminosa, raggiungendo il massimo nell'aprile 1843 quando, nonostante la sua enorme distanza (7000-10000 anni luce), con una magnitudine di -0,8 era la seconda stella più brillante del cielo (dopo Sirio). In seguito si affievolì, e tra il 1900 e il 1940 era solo di ottava magnitudine, quindi invisibile ad occhio nudo. Riprese poi a salire lentamente, ed oggi (2004) è di magnitudine 5 o 6, dopo un inatteso raddoppio della sua luminosità tra il 1998 e il 1999.



L'ambiente attorno ad Eta Carinae mostra tracce di grandi esplosioni, l'ultima avvenuta attorno al suo massimo di luminosità nel 1841. La ragione è sconosciuta, ma la possibilità più accreditata è che si verifichino a causa della pressione di radiazione accumulata dall'enorme luminosità della stella. Il materiale soggetto a questi fenomeni energetici forma una nebulosa che circonda la stella, che in una spettacolare immagine del telescopio spaziale Hubble ha la forma di una grande clessidra. Tale forma è tipica di nebulose formate per espulsione di materia dalla stella: la direzione preferenziale è dai poli, ed essi precedono come in una trottola, descrivendo un cerchio nello spazio. La materia espulsa dai poli nord e sud va quindi a creare una nube a forma di clessidra. La nebulosa più esterna, che i primi astronomi descrissero a forma di "buco di una chiave", è invece ben più lontana e non è stata formata da Eta Carinae. La luce della stella però la illumina (rendendola una nebulosa a emissione), e i suoi cambiamenti di luminosità hanno causato anche una variazione nell'aspetto della nebulosa.

Stelle molto grandi come Eta Carinae consumano molto velocemente il loro "carburante" nucleare, e la vita prevista per questa stella è di appena un milione di anni, dopo i quali terminerà come una supernova (per confronto, il Sole ha una vita prevista di 10 miliardi di anni, la metà dei quali sono già passati).

Osservazioni recenti sembrano indicare che Eta Carinae sia in realtà una stella binaria, con una compagna non troppo vicina che le orbita attorno in 5 anni e mezzo.

ESO

Come individuare le stelle del cosmo?
Sappiamo che occorre molto tempo prima che la luce dalle stelle distanti raggiunga la Terra. Se prendiamo in considerazione una stella molto lontana, quando la sua luce giunge a noi, lei si sarà spostata e quindi non è possibile determinare esattamente la sua posizione. Responsabili di questo possono essere gli strumenti usati che hanno indice di rifrazione negativo.

Un materiale con l'indice di rifrazione negativo trasmette diversamente la luce o altra energia che uno con l'indice di rifrazione positivo. Quando una luce attraversa un materiale naturale viene deviata e la quantità di spostamento dipende da quanto il materiale ritarda la velocità del fascio. Nei mezzi negativi con velocità di fase negativa, lo spostamento è nel senso opposto.

Recentemente scienziati dell'università di California San Diego, guidati dal Dott. Akhlesh Lakhtakia hanno trovato un metamateriale che presenta un indice di rifrazione negativa per le microonde, ed in questo modo hanno dimostrato che esistono materiali con fase negativa almeno per quanto riguarda la regione delle microonde dello spettro elettromagnetico. Dopo questi studi si potrà forse creare una lente senza distorsioni da usare in dispositivi di trasmissione ottici mentre nell'universo questi materiali possono impedire la localizzazione di una stella, dato che nello spazio la luce attraversa molti materiali differenti.

Donata Allegri
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Flavio Scolari
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